Nainggolan: “Il livello oggi è più basso. Se Koné vale 60 milioni, io ai miei tempi ne valevo 150”
Ai microfoni di Manà Manà Sport, Radja Nainggolan ha parlato a cuore aperto di calcio, vita e Roma. L’ex centrocampista giallorosso, oggi ancora in campo “perché lo spogliatoio mi mancava”, ha ribadito quanto per lui contino i valori umani più dei contratti: “Io non ho mai giocato per soldi. Quando smetti, resta solo il lato umano. Io sento ancora tanti ex compagni, soprattutto della Roma”.
Inevitabile il passaggio su Francesco Totti e sul possibile ritorno in società: “Parlo da suo amico e da persona neutrale. Se si parla di Roma, si parla di Totti. All’Inter c’è Zanetti vicepresidente, perché Totti non potrebbe farlo? Con lui crescerebbe il brand Roma. È un uomo di calcio, attaccato alla città: non capisco perché non dovrebbe funzionare”. Parole nette, che si inseriscono nel dibattito acceso di questi giorni.
Nainggolan ha poi ripercorso la sua carriera, senza rimpianti ma con qualche ferita aperta: dall’addio a Roma all’esperienza all’Inter, fino ai giudizi sul calcio moderno. “Il livello oggi è più basso. Se Koné vale 60 milioni, io ai miei tempi ne valevo 150”. E sulla Roma resta un dolore: “Il rimpianto è non aver vinto nulla. Avrei voluto vedere la folla festeggiare un trofeo”. Le sue parole riprese da rivistalaroma.it






