La svolta con Gandelman. Tutto sull'acquisto di gennaio che ha trasformato il Lecce
Sei punti conquistati nelle ultime due partite, la Fiorentina ricacciata a tre punti di distanza e soprattutto la consapevolezza - dopo il successo di ieri in quel di Cagliari - di aver tirato dentro la lotta salvezza tutte le squadre dal Parma in giù. Il Lecce di Eusebio Di Francesco sta probabilmente vivendo il momento migliore della sua stagione. "Veniamo da ottime prestazioni, poi magari le due vittorie risaltano maggiormente. Dopo il calciomercato ci siamo compattati, ma dentro il campo siamo sempre stati competitivi", ha dichiarato il tecnico pescarese che poi ha indicato in maniera netta l'uomo della svolta. "Gandelman è quello che ci mancava, fa un po' il secondo attaccante e infatti insieme a lui è difficile giocare con due punte più lui".
Omri Gandelman, centrocampista offensivo nato a Hod HaSharon il 16 maggio 2000, è l'innesto più costoso definito dal Lecce nel mese di gennaio. Il club giallorosso ha ufficializzato il suo acquisto il 9 gennaio, circa quattro milioni di euro nelle casse del Gent per portare in Salento un calciatore che nella prima parte di stagione in Jupiler Pro League ha realizzato sette reti in 18 partite. "Ci è stato chiesto di prendere un centrocampista offensivo e abbiamo preso un assaltatore delle aree di rigore, uno come Gandelman per cui abbiamo speso tanto, che si unisce agli attaccanti nella fase offensiva", ha dichiarato al termine dell'ultima campagna trasferimenti un Corvino decisamente soddisfatto per l'operazione portata a termine.
Ma chi è Gandelman? Centrocampista offensivo di piede mancino, è cresciuto nel Maccabi Natanya ed è stato il capitano di Israele nella nazionale olimpica che ha preso parte ai giochi di Parigi nel 2024. S'è trasferito in Belgio nel 2023 e grazie all'avventura al Gent ha conquistato anche la nazionale maggiore. Alto 188 centimetri e Kakà come idolo, è cresciuto in una famiglia di cestisti tra il nonno allenatore e il padre giocatore professionista nato in Brasile. "Questo sport fa parte della mia famiglia. Non nascondo che quando torno in Israele per le vacanze mi capita spesso di giocare a basket per divertimento con mio padre e con i miei amici. Inoltre, fuso orario permettendo, cerco di vedere in tv qualche partita di Nba. Amo però amo il calcio e da bambino ho apprezzato moltissimo Kakà e Ronaldo, due fuoriclasse, ma non nascondo di essere stato anche un grande ammiratore di Raul, l’attaccante che ha fatto la storia del Real Madrid". I riferimenti insomma sono alti e l'impatto in quel di Lecce decisamente importante: due gol consecutivi per due vittorie. Per riportare la squadra giallorossa in piena bagarre salvezza.
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