Chelsea, si punta a evitare la tutela fallimentare. Tetto alle spese: 20mila sterline per le trasferte
Si fa sempre più complessa la situazione del Chelsea dopo il Governo inglese ha bloccato tutti i beni di Roman Abramovich. Le sanzioni imposte dalle autorità al manager russo hanno, di fatto, impedito qualsiasi tipo di introito al club londinese (biglietti, merchandising etc) e ha portato anche alcuni partner, come il main sponsor Three, a risolvere i contratti in essere.
In questo quadro anche la ‘normale amministrazione’ diventa complessa. Come riporta l’Associated Press, ad esempio, il blocco alle spese del Chelsea a ridotto a 500mila sterline le spese minime che il club può sostenere per ogni giorno di gara, i costi per le trasferte non potranno superare le 20mila sterline e il personale non assunto a tempo indeterminato non potrà essere più impegnato nel consueto lavoro a Stamford Bridge in occasione dei match.
In attesa, dunque, che la trattativa per la cessione del club vada in porto, attraverso la banca d’affari Raine, la priorità è quella di evitare la tutela fallimentare. Una situazione non nuova per il club che nel 1982 fu ceduto a Ken Bates per una sterlina a causa dei problemi finanziari.






