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Dembélé: "Mbappé criticato ingiustamente. Lasciare il Barcellona per il PSG? Scelta perfetta"

Dembélé: "Mbappé criticato ingiustamente. Lasciare il Barcellona per il PSG? Scelta perfetta" TUTTOmercatoWEB
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Daniel Uccellieri
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Daniel Uccellieri
Oggi alle 11:13Calcio estero

Ousmane Dembélé, attaccante del PSG e della Nazionale francese, è stato intrervistato da Marca.

La seconda Champions vinta con il PSG è stata più speciale della prima?
"Sì, credo che la seconda lo sia stata un po' di più. Ovviamente la prima è stata straordinaria, ma anche questa ha avuto un sapore speciale ed è stata una partita molto diversa rispetto a quella della scorsa stagione. Contro l'Inter, infatti, credo che abbiamo avuto il controllo della gara in maniera più netta. Questa volta è stato più difficile: abbiamo subito il primo gol e abbiamo dovuto restare dentro la partita per riuscire a rimontare.Sapevamo che l'Arsenal difende molto bene, non abbiamo avuto tantissime occasioni, ma alla fine abbiamo vinto con un gol di scarto e siamo molto felici".

Dove può arrivare questo PSG? Avete imposto il vostro stile con autorità?
"Sì, è così. Né l'allenatore, né il presidente, né il direttore sportivo ci pongono dei limiti. Ogni stagione, quando inizia, proviamo a vincere tutti i trofei. Sappiamo che è qualcosa di speciale, soprattutto considerando che esistono squadre molto forti, ma negli ultimi due anni abbiamo dimostrato di poter continuare a vincere questo trofeo e cerchiamo di dimostrarlo in ogni partita".

PSG e Dembélé possono ancora migliorare?
"Certo che possiamo migliorare. Abbiamo giocatori eccellenti e molto giovani. Anch'io sono cresciuto molto grazie a Luis Enrique e ho accumulato maggiore esperienza. Abbiamo però un gruppo molto giovane che continuerà a progredire e a fare esperienza, anche se molti ragazzi ne possiedono già tanta nonostante abbiano appena vent'anni.Credo che continueremo a migliorare e faremo di tutto per essere ancora più forti nella prossima stagione".

Corri di più con il PSG o con la Francia?
"Dipende, ma credo sia difficile fare un confronto. Nel Paris Saint-Germain gioco più centralmente e penso di correre di più. In ogni partita cerco di dare tutto e di aiutare la squadra.Sappiamo però che non sono il giocatore che percorre più chilometri. Doué, ad esempio, ha corso 15 chilometri nella finale: una cosa incredibile. Noi continuiamo semplicemente a lavorare e a migliorare".

Hai parlato con Mbappé? Come lo vedi dopo questa stagione?
"Con lui sono stati molto ingiusti. Le critiche nei confronti di Kylian a volte vanno oltre il limite, perché stiamo parlando di un giocatore incredibile e di una persona straordinaria fuori dal campo. Lo conosco da tantissimo tempo. Spesso viene criticato semplicemente perché è Kylian Mbappé. Non bisogna essere così duri con lui. Se si allaccia le scarpe, se non se le allaccia, se si sistema il calzettone oppure no, viene sempre giudicato. È troppo. Alla fine resta un essere umano ed è un calciatore di qualità eccezionale. In nazionale ha un rapporto splendido con tutti noi. È un leader, il capitano della squadra ed è un giocatore fondamentale".

Guardando il presente, pensi di aver fatto la scelta giusta lasciando il Barcellona per il PSG?
"Sì, ne sono convinto. Credo che per me fosse arrivato il momento di lasciare il club, anche se ero molto legato al Barcellona, una squadra che sostengo fin da quando ero bambino. Per me era importante trasferirmi al Paris Saint-Germain. Ho parlato con Luis Enrique, che mi voleva già da molto tempo e che conosco bene, ma anche con il presidente e con il direttore sportivo. È stata una scelta eccellente, soprattutto se guardiamo a ciò che è successo al PSG negli ultimi tre anni. Sono molto felice".

Ricordi la telefonata di Luis Enrique che ti convinse a trasferirti a Parigi?
"Sì, la ricordo perfettamente. Ero in tournée a Los Angeles con il Barcellona quando Luis Enrique mi chiamò al telefono. Mi spiegò i suoi piani, la sua visione del mio ruolo e il modo in cui immaginava il nostro futuro insieme al Paris Saint-Germain. Le sue parole mi convinsero immediatamente".

Cosa è cambiato davvero a Parigi rispetto agli anni più difficili vissuti a Barcellona?
"È un insieme di fattori. Detto questo, già nelle mie ultime stagioni a Barcellona mi sentivo molto meglio. Nel 2021-22 avevo 24 o 25 anni e le cose erano notevolmente migliorate. I miei primi anni in Spagna erano stati molto complicati a causa degli infortuni, ma a Parigi ho proseguito il percorso iniziato nelle ultime due stagioni al Barcellona. Ho accumulato esperienza e ho imparato a conoscere molto meglio il mio corpo, un aspetto che mi ha aiutato enormemente. Inoltre ho la fortuna di poter lavorare con Luis Enrique e il suo staff, che mi gestiscono alla perfezione. Dal mio arrivo al PSG hanno ottimizzato ogni aspetto: dall'alimentazione alla gestione del minutaggio. Tutto questo mi ha permesso di ritrovare la migliore condizione possibile".

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