Guendouzi si difende: "In 60mila hanno insultato mia madre e i miei figli. Tifo Marsiglia"
La notte di Lione-Fenerbahçe è finita nel caos. Dopo la sconfitta per 2-1 al Groupama Stadium, che ha eliminato l’Olympique Lione dai playoff di Champions League (dopo l’1-1 dell’andata), l’attenzione si è spostata sulle provocazioni di Matteo Guendouzi e sugli episodi avvenuti prima e dopo il fischio finale.
L’ex centrocampista del Marsiglia, oggi al Fenerbahçe, era stato accolto da una dura contestazione dai tifosi del Lione già durante il riscaldamento. Il francese aveva risposto con alcuni gesti provocatori, compresi dei gestacci (dito medio) rivolti alla tribuna. Poi, al termine della gara, ha festeggiato la qualificazione davanti al pubblico di casa, intonando anche "Allez l’OM!" e facendo il gesto legato al rapper marsigliese Jul (imitato poi da Mason Greenwood). Una situazione che ha fatto esplodere gli animi: alcuni giocatori del Lione si sono avvicinati al centrocampista, dando vita a momenti di tensione sul terreno di gioco e successivamente nel tunnel degli spogliatoi.
Dopo la partita Guendouzi ha deciso di spiegare la propria versione: "Quando 60 mila persone insultano la tua famiglia, tua madre e i tuoi figli, è difficile restare impassibili. Per 90 minuti, e anche durante il riscaldamento, ho sentito insulti alla mia famiglia". Il francese ha poi difeso le sue celebrazioni: "Se si può provocare in una direzione, deve valere anche al contrario. Sono sempre stato tifoso del Marsiglia, non l’ho mai nascosto. Il gesto di Jul non aveva nulla di offensivo".






