Lewandowski ha già conquistato la MLS: sei reti in 9 partite, è il leader di Chicago
Robert Lewandowski non ha scelto la Major League Soccer per vivere una semplice passerella finale. Dopo anni da protagonista assoluto con il Barcellona, tra gol a raffica e trofei conquistati, l'attaccante polacco ha deciso di attraversare l'Atlantico per aprire un nuovo capitolo della sua carriera. Arrivato a luglio in Illinois come uomo simbolo del Chicago Fire, il classe 1988 ha impiegato pochissimo tempo per dimostrare che il fiuto del gol è ancora intatto.
L'impatto con la MLS è stato immediato: nove presenze e sei reti con la nuova maglia, tre delle quali realizzate nelle ultime tre partite. Numeri che stanno contribuendo alla crescita della squadra, imbattuta da sette incontri consecutivi. Nell'ultimo appuntamento contro l'Inter Miami, terminato 1-1, Lewandowski ha aperto le marcature già al 10' con una splendida conclusione acrobatica, prima del pareggio firmato da Casemiro. Ma il contributo del polacco non si limita ai gol. La sua esperienza e la sua mentalità vincente hanno avuto un impatto immediato anche nello spogliatoio, come sottolineato dall'allenatore Gregg Berhalter: "La sua voglia di recuperare il pallone e poi spedirlo in rete in quel modo... Non ci sono molti attaccanti in questa lega capaci di segnare un gol del genere. La comunicazione nella squadra è probabilmente cinque volte migliore da quando Robert è arrivato. Vuole vincere e si vede quanto questo conti per lui. Dobbiamo solo essere più bravi a servirlo nelle posizioni giuste".
La determinazione di Lewandowski si è vista anche nel confronto acceso con l'Inter Miami. Dopo un contatto con Ian Fray è nato un momento di tensione che ha coinvolto anche Rodrigo De Paul, intervenuto con parole provocatorie nei confronti del centravanti polacco. Lewandowski ha risposto semplicemente con un sorriso, forte di una carriera che parla da sola. A 38 anni, il bomber ex Bayern Monaco continua dunque a lasciare il segno. Chicago non rappresenta la pensione calcistica, ma una nuova sfida per un campione che non ha ancora perso l'abitudine di decidere le partite.






