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PSG, una falsa partenza che non preoccupa nessuno. Ma l'allarme è suonato

PSG, una falsa partenza che non preoccupa nessuno. Ma l'allarme è suonato TUTTOmercatoWEB
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Michele Pavese
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Michele Pavese
Oggi alle 12:24Calcio estero
Due punti in tre giornate e quattro partite senza vittorie, ma Luis Enrique resta fiducioso: sa di avere tempo e qualità per invertire la rotta.

I risultati dicono che qualcosa non funziona: due punti dopo tre giornate di Ligue 1, nessuna vittoria in campionato e quattro partite consecutive senza successi considerando anche la Supercoppa di Francia. Il Paris Saint-Germain non era abituato a un inizio così complicato e la sconfitta interna contro il Monaco (1-2) ha certificato un avvio lontano dagli standard dominanti delle ultime stagioni. Eppure, dentro il centro sportivo parigino, il clima è tutt’altro che quello di una squadra in crisi; il PSG sa di essere ancora lontano dalla sua versione migliore, ma la sensazione diffusa è che questo momento rappresenti un periodo di assestamento.

Luis Enrique non perde la calma

La fiducia resta intatta, soprattutto perché il gruppo costruito da Luis Enrique ha già dimostrato di saper crescere nel corso della stagione. Il tecnico spagnolo non ha nascosto la delusione per i risultati, ma ha respinto qualsiasi ipotesi di preoccupazione: "Sette punti? Ok, andremo a recuperarli il prima possibile", ha dichiarato dopo il k.o. contro il Monaco, ribadendo la convinzione che la squadra tornerà ai suoi livelli. Il problema principale, in questo momento, è soprattutto nei numeri: il PSG ha concesso troppo agli avversari, mostrando una fase difensiva meno solida rispetto al passato e in Ligue 1 ha subito due gol di media a partita, pagando alcuni errori individuali e momenti di disattenzione.

Anche contro il Monaco, però, Luis Enrique ha difeso la prestazione dei suoi giocatori, sottolineando come la squadra abbia creato, pressato e dominato lunghi tratti della gara, venendo punita quasi ogni volta che gli avversari hanno trovato spazio. Per l’allenatore spagnolo il risultato non racconta tutto: il PSG avrebbe meritato un esito diverso.

La distanza dalla concorrenza resta enorme

Un avvio complicato, quindi, ma non una situazione paragonabile a una crisi. Anche perché il contesto della Ligue 1 permette al PSG di affrontare questo periodo con maggiore tranquillità rispetto ad altri campionati. La distanza dalla concorrenza resta evidente: il club parigino dispone di una rosa superiore per qualità, profondità e possibilità di rotazione, mentre le principali rivali non sembrano avere ancora la continuità necessaria per approfittare pienamente di un eventuale rallentamento.

La storia recente insegna inoltre che il PSG spesso non ha bisogno di partire a ritmo massimo per dominare in primavera. Nelle ultime stagioni la squadra di Luis Enrique ha costruito i suoi successi proprio sulla capacità di crescere progressivamente, arrivando nei momenti decisivi con una condizione atletica e una solidità mentale superiori. Lo stesso gruppo non sembra aver perso convinzione. João Neves ha ricordato come anche nelle stagioni precedenti gli inizi non fossero stati brillanti, salvo poi chiudere con trofei importanti. Una mentalità condivisa da tutto lo spogliatoio: nessun dramma, nessuna ricerca di alibi, ma la consapevolezza che il margine per correggere la rotta è ancora enorme.

Ora il PSG si concentra sulla sua competizione preferita, la Champions League, dove mercoledì inizierà il cammino europeo contro lo Slovan Bratislava. Sarà il primo vero test per capire se il rallentamento di agosto e inizio settembre è soltanto un normale periodo di rodaggio o se ci sono problemi più profondi. Per il momento, a Parigi prevale una convinzione: il PSG non è ancora brillante, ma resta la squadra da battere. E con un vantaggio tecnico così netto rispetto alle inseguitrici, un avvio complicato non basta per mettere già tutto in discussione.

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