Contro la Francia una debacle totale. L'Italia ha il destino in mano, ma deve ritrovare la sua anima
Perdere con la Francia ci sta, ma nel modo in cui è accaduto domenica sera no. L’Italia contro le più quotate cugini, fra la favorite per la vittoria finale, si sono smarrite dopo appena due minuti quando Bonansea sprecava una clamorosa occasione per sbloccare il match. In quel momento la gara ha assunto una piega per certi versi inattesa. La Francia ha infatti iniziato a macinare gioco sfruttando una netta superiorità atletica, fisica e tecnica, con l’Italia che è finita subito in balia delle avversarie senza riuscire a fare nulla di quello che aveva preparato. Il coraggio e il sacrificio chiesto dalla ct Bertolini non si sono infatti visti, come non si è vista la compattezza che di solito ci contraddistingue. Probabilmente è stato il punto più basso raggiunto nella gestione dell'attuale ct visto che ai Mondiali contro una squadra di caratura simile come l'Olanda la squadra azzurra se l'era giocata quasi alla pari.
Reparti lunghi e distanti fra loro, incapaci di chiudere le linee di passaggio, raddoppi mancati sulle fasce dove Diani e Cascarino hanno fatto il bello e cattivo tempo, zero filtro in mezzo al campo con Geyoro che ha addirittura segnato una tripletta. E poi errori individuali in difesa da chi meno te l’aspetti come la capitana Gama, che ha rischiato anche il rosso. Nella ripresa in molti hanno sottolineato una crescita dell’Italia, ma questa è stata possibile solo grazie a una Francia che ha messo i remi in barca gestendo il vantaggio, ma lasciando la sensazione di poter far malissimo alzando un minimo i ritmi. Insomma una gara da dimenticare, soprattutto per il primo tempo, o meglio da tenere a mente per evitare nelle prossime due uscite – contro le più abbordabili Islanda e Belgio – di ripetere un atteggiamento totalmente sbagliato e incorrere in altri scivoloni che potrebbero essere, loro sì, fatali.
Nonostante la pesante sconfitta infatti il destino dell’Italia resta saldamente nelle sue mani, anche per il pari all’esordio fra le altre due rivali del gruppo. Ma serve un netto cambio di passo, sia a livello fisico sia a livello mentale, per evitare una delusione cocente come sarebbe l’eliminazione al primo turno. Dai commenti a caldo le calciatrici, e la ct, hanno mostrato l’atteggiamento giusto per mettere in archivio una prestazione davvero insufficiente. Servono davvero quel coraggio e quel sacrificio che la ct aveva chiesto prima dell’esordio. E quella grinta rappresentata bene da Piemonte che nel dopo partita non ha usato mezzi termini (“Sono incazzata nera dall’inizio”) per commentare quanto accaduto in campo. Nelle prossime due gare servirà la migliore versione dell'Italia per conquistare quei quarti di finale che rappresentano l'obiettivo minimo in questo Europeo.






