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Juve Women, in Europa è stata una grande cavalcata. Ma a Lione sono mancate le big

Juve Women, in Europa è stata una grande cavalcata. Ma a Lione sono mancate le big TUTTOmercatoWEB
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Tommaso Maschio
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Tommaso Maschio
venerdì 1 aprile 2022, 08:30Calcio femminile

Niente da fare per la Juventus Women. Il Lione si è rivelato un ostacolo troppo alto da superare nonostante la vittoria nella gara d’andata avesse, legittimamente, lasciato sperare tutto l’ambiente bianconero in vista di un’altra impresa da scrivere nel libro della storia del club. Dopo aver conquistato la fase a gironi, introdotta quest’anno, senza grandi difficoltà la squadra di Montemurro aveva dimostrato di potersela giocare alla pari con tutte riuscendo a conquistare il passaggio del turno a discapito di una big mondiale come il Chelsea -vice campione solo un anno fa – e a pari punti con quel Wolfsburg, che invece giocherà le semifinali dopo aver eliminato l’Arsenal, battuto in terra tedesca. Una grandissima cavalcata quella delle bianconere, che resterà negli annali, dopo che le prime apparizioni fuori dai confini nazionali avevano regalato più amarezze che altro, anche per una formula che non aiutava di certo le esordienti.

Col Lione la doppia sfida è stata però più equilibrata e combattuta di quanto si potesse sperare a dimostrazione dell’enorme crescita che il gruppo bianconero ha fatto in questa stagione grazie anche all’apporto di Joe Montemurro e del suo staff chiamato l’estate scorsa proprio a dare maggiore spessore europeo alla squadra. Forse neanche lui si aspettava di arrivare così lontano, a un passo dalla semifinale, ma l’amaro in bocca con cui ha comunque elogiato le sue ragazze dopo la sconfitta di Lione fa capire quando sotto sotto abbia sperato di riuscire in quella che sarebbe stata una vera e propria impresa.

A fare la differenza a Lione sono state le big: assenti o quasi in casa bianconera, decisive fra le francesi. Senza dubbio quella che ha risaltato maggiormente è Ada Hegerberg, tornata in campo dopo un lungo infortunio, ha fatto capire a tutti perché è stata premiata come Pallone d’Oro due anni fa. Oltre a sbloccare la gara con un colpo di testa perfetto infatti la norvegese è stata l’anima e la trascinatrice della squadra francese coadiuvata da giocatrici di livello mondiale come Macario, Horan o Cascarino. Nella Juve invece hanno steccato le colonne: Sara Gama non è riuscita ad arginare, in coppia con Sembrant, le rivali venendo superata troppo facilmente da Hegerberg e poi da Macario, Martina Rosucci non ha saputo reggere l’urto e la pressione del centrocampo francese, finendo spesso travolta dalla fitta rete di passaggi avversarie e non riuscendo quasi mai a prendere in mano il pallino del gioco. Infine Cristiana Girelli, un fantasma per larghi tratti della gara: servita poco e male, non è riuscita però neanche a entrare nel vivo del gioco arretrando la posizione. Sono loro i tre esempi dell’ulteriore step che la Juventus deve fare se un domani vorrà avanzare ancora in Europa e magari conquistare la finale.

Uno step che deve essere prima di tutto mentale, e l’esperienza di quest’anno non potrà fare altro che bene unitamente all’Europeo estivo, per fronteggiare campi caldi e avversarie più forti ed esperte e uscirne vincitrici. La Juve quest’anno ha posato una base importantissima, entrando fra le migliori otto del continente, e su questa dovrà continuare a costruire con l’aiuto di quelle giovani come Bonfantini e Staskova che ieri sera con la loro freschezza hanno cambiato il volto dell’incontro, quando però era ormai troppo tardi.

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