Le solite fake news. No, Mignani non si è lamentato per il mercato davanti ai microfoni
Il tempo per leccarsi le ferite è sempre limitato, non fai in tempo a domandarti come sia possibile aver perso una partita come quella disputata contro il Bari che subito sei ‘obbligato’ a tuffarti nel nuovo imminente impegno. È così anche per il Cesena, che non ha iniziato al meglio questo 2026 a causa delle due sconfitte su tre incontri disputati. Ma anche ampliando la prospettiva da cui si guarda il trend, i bianconeri si trascinano da inizio dicembre visti gli otto punti raccolti in sette turni di campionato. Il periodo è quello che è, ma non è dello stesso pensiero mister Michele Mignani che, con Avellino-Cesena all’orizzonte, riavvolge così il nastro: “Che momento è? È il momento che ognuno vuole interpretare. A fronte della prestazione che il Cesena ha offerto con il Bari o con l’Empoli, in cui ha raccolto zero punti, io penso che avrebbe meritato più punti e non sto a dire quanti. Il calcio è anche questo: alla fine il calcio è determinato da episodi, gli episodi sono determinati da interpreti e quindi a volte i risultati non rispecchiano completamente l’andamento della partita.
Io penso che il Cesena sia in salute, viene da due partite in casa in cui ha avuto supremazia e ha messo in difficoltà l’avversario però non ha fatto punti. Ripeto: il momento ognuno di voi lo può interpretare come vuole, io lo interpreto a modo mio. Agli occhi della gente, nell’immaginario collettivo, il risultato vanifica una prestazione, vanifica una settimana di lavoro. Io voglio continuare a provare a rimanere obiettivo e lucido”.
Si passa poi a parlare di un’altra nota dolente, ossia la sessione di compravendita di giocatori portata avanti: ci si aspettava una campagna acquisti che portasse volti nuovi in riva al Savio per ampliare le rotazioni a disposizione del tecnico. A dirlo era stato lo stesso direttore sportivo Filippo Fusco, intervenuto come ospite al podcast Onda Bianconera su Radio Social Coast. Invece per ora l’unica ufficialità è stata la cessione di un elemento spesso impiegato quale Adamo allo Spezia. È normale quindi presumere che ci sia una certa insofferenza da parte del mister alla situazione venutasi a creare. Un sospetto che viene di volta in volta alimentato dallo stesso Mignani quando durante i match sceglie di inserire in corso d’opera dei giocatori considerati esuberi da allontanare quanto prima. Tuttavia Mignani, a precisa domanda, ha risposto con il suo consueto aplomb e mantenendo il suo tono pacato standard. Contrariamente alle illazioni purtroppo circolate nel pomeriggio, ha detto: “Io penso di essere stato molto chiaro alla prima domanda che mi avete fatto sul mercato. Per me il mercato di gennaio è semplice: hai settembre, ottobre, novembre e dicembre per cercare di capire ciò che ti serve e per organizzarti in tal senso. Evidentemente, se siamo arrivati a fine gennaio e l’unica operazione che è stata fatta è un’uscita, non c’è la volontà o la disponibilità per fare qualcosa. Non so se gli ultimi giorni di mercato possano cambiare qualcosa. La settimana scorsa, proprio con voi (i presenti in sala stampa, ndr), avevamo parlato di un paio di figure che potevano fare al caso nostro, ad oggi non è arrivato nessuno. Quindi io credo che sarà qualcuno a fine mercato a raccontarvi quello che è successo anziché farlo io adesso, dato che devo preparare una partita e allenare una squadra”.
È comprensibile che il malcontento che aleggia attorno al Cavalluccio, per la strategia adottata dalla proprietà, possa contagiare chiunque, non solo i tifosi. Ma per dovere di cronaca non si dovrebbero attribuire a chi siede sulla panchina bianconera parole che non ha pronunciato. Mignani approfondisce ulteriormente: “Il mercato di gennaio è sempre stato definito ‘di riparazione’, dove ad ogni squadra è data la possibilità di rinforzarsi o migliorare dove è carente. Però non è obbligatorio farlo. Le squadre che non si muovono ritengono di essere a posto, di non dover migliorare e di non dover toccare nulla. Certo che se guardo quel che stanno facendo le squadre del nostro campionato vedo che, tra quelle che sono in cima o in fondo alla classifica, tantissime hanno fatto operazioni. Non sono preoccupato: il mio mestiere è quello di allenare, il direttore fa il direttore, il presidente fa il presidente. Quindi io alleno la squadra che ho a disposizione. E devo fare in modo che mi dia grande serenità attraverso lo spirito dei ragazzi che ho avuto fino ad oggi e il lavoro che abbiamo fatto insieme”.
L’ultima chiosa è sulle disponibilità in vista dell’insidiosa trasferta in Irpinia. Mignani non ha buone notizie da comunicarci: “Abbiamo ad oggi un po’ di problemini - influenze e piccoli problemi - che speriamo di risolvere tutti in due giorni. Però nelle ultime due sedute d’allenamento avevamo all’incirca quindici elementi a disposizione più qualche ragazzo aggregato dalla Primavera”.






