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La favola dello Sheriff: tra politica, guerra e Champions League
giovedì 16 settembre 2021 16:30Champions League
di Daniele Castelli
per Eurochampions.it

La favola dello Sheriff: tra politica, guerra e Champions League

La storia dello Sheriff, che ieri ha battuto lo Shakhtar all'esordio assoluto in Champions League grazie ai gol di Traore e Yansane

Ieri sera il Fotbal Club Sheriff Tiraspol ha scritto una pagina indelebile nell’immenso libro della storia del calcio, riuscendo ad ottenere una clamorosa e inaspettata vittoria contro lo Shakhtar Donetsk di Roberto De Zerbi. Novanta minuti per conquistare la prima vittoria nei gironi di Champions League all’esordio assoluto nella fase finale della competizione europea più prestigiosa.

E se lo Sheriff era già piombato sotto la luce dei riflettori dopo aver eliminato un’importante realtà come quella della Dinamo Zagabria durante i preliminari, adesso l’attenzione mediatica è ancora più alta, perché per almeno due settimane il club guidato da Jurij Vernydub sarà al primo posto del gruppo D insieme al Real Madrid e con tre punti in più rispetto all’Inter campione d’Italia.

Per comprendere quanto sia importante il successo dello Sheriff non solo dal punto di vista sportivo, ma anche da quello geo-politico, è necessario riavvolgere le lancette del tempo di almeno trent’anni e consultare il grande libro della storia contemporanea.

È l’8 dicembre del 1991 quando i presidenti di Russia, Ucraina e Bielorussia si incontrano a Belaveza per firmare un accordo che da lì in poi cambierà le sorti, la fisionomia e la storia dell’est-Europa: quel giorno fu sancita la dissoluzione dell’Unione Sovietica, nata come una fenice dalle ceneri dell’impero russo, il 30 dicembre del 1922.

Dal quel momento iniziarono a nascere i nuovi stati che oggi conosciamo, e tra queste vi fu la Repubblica della Moldavia, fondata il 27 agosto 1991, riconosciuta ufficialmente il 25 dicembre del 1991 ed entrata come membro dell’Onu il 2 marzo dell’anno successivo.

Gli strascichi dell’Unione Sovietica non erano però ancora terminati, e tanti microcosmi non avevano l’intenzione di riconoscersi in uno Stato a cui non sentivano di appartenere, di accettare una cultura differente da quella loro, di parlare una lingua che non era la propria. Fu quello che accadde nella regione della Transnistria dove la popolazione, per lo più madrelingua russa, non accettò di buon grado l’istituzione del moldavo come lingua ufficiale dalla nazione.

Già il 2 settembre del 1990, in seguito ad un referendum popolare (conclusosi con uno schiacciante 90%), la Transnistria aveva dichiarato la secessione dal resto della Moldavia e la formazione nuova Repubblica Sovietica Pridnestrova di Moldavia, ma alcuni mesi dopo la stipulazione dell’accordo di Minsk aveva di fatto vanificato tale presa di posizione politica.

Le tensioni sfociarono infine in un vero e proprio conflitto armato, passato alla storia come “Guerra di Transnistria”, che iniziò proprio il giorno in cui la Moldavia entrava a far parte dell’Onu (2 marzo 1992) e si concluse il 21 luglio dello stesso anno.

Nel 2021, 29 anni dopo, l’indipendenza della Transnistria non è stata ancora riconosciuta e non è un membro dell’ONU, e di fatto lo Sheriff è ad oggi la prima squadra di una città che “ufficialmente” non esiste, con la conseguenza che il riconoscimento non può avvenire nemmeno da parte della UEFA e della FIFA.

Tuttavia, nonostante le problematiche legate alla politica internazionale, lo Sheriff è senza ombra di dubbio la squadra più importante nella storia del calcio moldavo. Fondata soltanto nel 1993, in meno di trent’anni il club ha costruito un palmarès di tutto rispetto, conquistando 19 volte il campionato (su 21 totali assegnati), 10 volte la Coppa nazionale e 7 volte la Supercoppa.

Originariamente “Tiras Tiraspol”, lo Sheriff ha cambiato denominazione il 4 aprile del 1997, quando l’omonima azienda divenne main sponsor della squadra. Lo Sheriff ltd è la più importante azienda della Transnistria, zoccolo duro dell’economica locale e produttrice di differenti materie prime, tra cui carburante, beni alimentari e tabacco, ma con in mano anche il settore della televisione, della pubblicità e dell’editoria.

L’azienda, fondata da due ex membri dek KGB, Viktor Gušan e Il'ja Kazmaly, ha da subito investito sul club di calcio, costruendo lo Sheriff Stadium tra il 2000 e il 2002 e un imponente complesso sportivo, il “Complexul Sheriff”, composto da 8 campi di allenamento, appartamenti, hotel a 5 stelle e campus per i ragazzi delle giovanili.

Lo Sheriff si era comunque già affacciato in campo europeo, ma in Europa League, durante la stagione 2009/10, terminando al terzo posto del girone H composto da Fenerbahce, Twente e Steaua Bucarest. Il colpo più grande rimane però ovviamente quello della stagione attuale. Un percorso iniziato dal primo turno di qualificazione contro il KF Teuta, proseguito con Alashkert e Stella Rossa al secondo e terzo turno, e conclusosi con la vittoria contro la Dinamo ai playoff, fino ad arrivare alla prima, storica vittoria ieri sera contro lo Shakhtar.

Così come era iniziato, si conclude questo racconto ciclico sulla storia della Transnistria e dello Sheriff, il club che sta affascinando l’Europa calcistica grazie ai gol di Adama Traoré (da non confondere con l’omonimo esterno del Wolverhampton) premiato come Goal of the Week della prima giornata, e Momo Yansane e che sta cercando di tenere aperto un ciclo appena iniziato in campo internazionale.

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Certamente per una piccola realtà come lo Sheriff sarà praticamente impossibile abbattere due corazzate quali il Real Madrid e l’Inter, ma dopo la vittoria di ieri sera la qualificazione ai sedicesimi di Europa League sembra essere poco più che un semplice sogno nel cassetto.

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