Berlusconi, il presidente fuoriclasse che ha segnato un’era del calcio italiano
Se ne va un grande presidente di calcio. Silvio Berlusconi aveva un unico grande amore: il Milan. E un sogno mai nascosto: farlo diventare il club più titolato al mondo. Il più forte di tutti. E nei suoi 31 anni di presidenza c’è riuscito. Eccome se c’è riuscito. Forse nessuno si sarebbe davvero immaginato che un traguardo così ambizioso potesse essere raggiunto. Quando ha acquistato il Milan da Farina il 18 febbraio 1986, salvandolo dal fallimento, c’era si la speranza nel popolo rossonero di tornare a respirare un’aria di vittoria ma non forse fino a questo punto. La sua passione, la voglia di far crescere una società che aveva vissuto anche l’amarezza di una retrocessione nel 1982 hanno cambiato tutto.
E quel tutto è in una frase pronunciata un paio d’anni dopo aver acquistato il club rossonero: “Tutte le cose di cui mi occupo sono profane ma il Milan è sacro”. Una vera e propria missione, che ha portato a scrivere la storia del club. Stagione dopo stagione, a un livello sempre più alto. Per 25 anni il Milan è stato quasi imbattibile. In ogni campo e stadio del mondo. Inutile sottolineare tutte le grandi intuizioni avute anche nella scelta degli allenatori. A partire da Arrigo Sacchi, con cui è nato il ciclo vincente.
Intuizioni ma anche investimenti importanti con una quantità industriale di campioni presi e che hanno contribuito a rendere il Milan una squadra clamorosa. Talenti straordinari, una lista lunghissima di giocatori pazzeschi. Basta ricordare quelli che sotto la sua presidenza hanno vinto il Pallone d’Oro: Gullit, Van Basten, Weah, Sheva e Kakà. E poi quella striscia di successi che in 31 anni hanno portato nella bacheca del club ben 29 trofei. Doveroso ricordarli tutti: 8 Scudetti, 1 Coppa Italia, 7 Supercoppe italiane, 5 Champions League, 2 Coppe Intercontinentali, 5 Supercoppe Uefa, 1 Mondiale per club. Insomma di più francamente era impossibile fare.
E Berlusconi non si è fermato neanche quando il suo percorso al Milan è arrivato al capolinea il 13 aprile 2017. Niente e nessuno avrebbe potuto fermare la sua voglia di essere ancora protagonista nel calcio. Perché Berlusconi non voleva e poteva finire la sua avventura lasciando un ricordo non vincente di se stesso. E allora ecco l’occasione Monza, una nuova esperienza da vivere con lo stesso entusiasmo di sempre, naturalmente con al fianco Adriano Galliani. E anche qui subito ambizione. Prima la serie C, poi la B, la storica promozione in serie A e l’undicesimo posto in classifica. Con un nuovo progetto già pronto: l’Europa. Le condizioni di salute, soprattutto nell’ultimo periodo, non gli hanno permesso di seguire come avrebbe desiderato la sua nuova creatura. Se ne è andato ieri mattina all’età di 86 anni. Lasciando però una scia di vittorie e di successi. Un presidente che al calcio ha dato tanto ma che tanto ha anche ricevuto da questo magnifico sport. Se ne è andato uno dei grandi presidenti di un calcio che forse non c’è più ma il cui ricordo resterà per sempre.






