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Troppi esperimenti e scelte fantasiose per Amorim: tanto caos e poche certezze. Qual è la sua vera idea? Qualcuno avrà capito che il problema del Milan non è certo Modric. L'ombra di Conte su Spalletti: 180 minuti che valgono il futuro

Troppi esperimenti e scelte fantasiose per Amorim: tanto caos e poche certezze. Qual è la sua vera idea? Qualcuno avrà capito che il problema del Milan non è certo Modric. L'ombra di Conte su Spalletti: 180 minuti che valgono il futuro TUTTOmercatoWEB
Lorenzo Di Benedetto
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Lorenzo Di Benedetto
ieri alle 23:40Editoriale

E alla fine arrivò anche la prima sconfitta. Dopo due vittorie e altrettanti pareggi il Milan a conosciuto, in Europa League contro il Benfica, il sapore della sconfitta. Un ko meritato, con i portoghesi che sono apparsi certamente più squadra, e adesso per Ruben Amorim iniziano giorni in cui dovranno arrivare risposte certe, sia sul campo che anche all'interno di Milanello. La squadra è apparsa involuta, se mai c'è stato davvero un momento in cui il Milan ha dato certezze, ma il tecnico ha dato l'impressione di non avere le idee chiarissime e dopo due mesi e più di lavoro questo può rappresentare un problema. Troppi esperimenti, troppi cambiamenti da una gara all'altra, con scelte a volte fantasiose (e ci torneremo più avanti) che hanno creato più caos che altro. La cosa certa, dopo le prime cinque uscite ufficiali in questa stagione, quattro in campionato e una in Europa, è che ancora non abbiamo capito del tutto quale sia la vera idea di calcio di Amorim. Analizzando brevemente le varie partite, poi, ci accorgiamo che in nessuna gara i rossoneri sono stati dominanti, anzi. All'esordio contro il Torino abbiamo visto una squadra che non aveva ben chiaro cosa dovesse fare in campo, ma poi arrivò la vittoria, stesso discorso, specie nel primo tempo, per la gara contro il Venezia alla seconda. Poi la sfida alla Juve, con lo stesso Amorim che senza giri di parole affermò nel post gara che la sua squadra, ripresa nel recupero dal gol di Gatti, non avrebbe meritato la vittoria, fino ad arrivare ai primi 45 minuti della partita contro la Lazio, disastrosi, e alla sfida di questa sera persa, come detto, meritatamente.

Il problema gol e quello dei primi tempi

Ecco, alla luce di tutto questo è giusto parlare ancora dell'allenatore e di quello che ha il dovere di dare alla sua squadra e il riferimento è ancora all'idea di gioco che ancora non c'è. il Milan fa una fatica immensa a segnare, Goncalo Ramos rischia di diventare un caso, e tutti i cambiamenti che abbiamo visto nelle ultime partite, in merito ai giocatori mandati in campo dall'inizio, non è affatto utile al gruppo. Amorim battezzi una squadra titolare e inizi a pensare a creare solidità. Una squadra come il Milan non può regalare, ogni volta, un tempo per poi scendere in campo. A volte può andare bene, come contro il Venezia e contro la Lazio, ma altre no, è inevitabile. Torniamo alle scelte fantasiose. Per alcuni giorni, da sabato a oggi, in tanti hanno affermato che in questo Milan non ci potrà essere sempre e comunque spazio per Luka Modric: ecco, forse dopo stasera qualcuno avrà capito che Modric non può mai e poi mai essere un problema per nessuna squadra di calcio del mondo, neanche a 41 anni. Ma neanche a 50, sia chiaro. Il calcio italiano è partito malissimo in Europa, per ora, alla prima giornata, ha vinto solo il Como, in attesa delle ultime due squadre di Serie A che devono ancora esordire.

L'ombra di Conte su Spalletti

Per un Amorim che non se la sta passando questo giovedì di Europa League ci porterà a parlare di Juventus e il nome è quello di Luciano Spalletti. Dopo la sconfitta contro il Sassuolo, in quel finale pazzesco e senza senso, la posizione di Luciano Spalletti, a prescindere dalla conferma scontata arrivata da Giovanni Carnevali, non è così stabile e i prossimi 180 minuti, ma specialmente gli ultimi 90 prima della sosta, saranno decisivi per il futuro dell'allenatore sulla panchina della Juventus. L'ombra di Conte inizia davvero ad aleggiare sulla testa del tecnico di Certaldo e se dovesse arrivare una sconfitta pesante contro l'Atalanta domenica prossima, chissà che non possa arrivare l'esonero e l'avvicendamento tra i due allenatori. È presto per prendere una decisione simile? Sulla carta sì, ma in realtà assolutamente no. Abbiamo tutti visto cos'è successo a Firenze e Bologna, con gli esoneri di Grosso e Tedesco, e proprio la sosta mai come quest'anno potrebbe incidere tantissimo. Le società che hanno in testa l'idea di poter cambiare saranno spinte a farlo, visto che l'eventuale nuovo allenatore avrebbe tre settimane per lavorare con la squadra, al netto degli assenti che partiranno per rispondere alle convocazioni delle rispettive Nazionali. Spalletti è avvisato: i prossimi 180 minuti saranno decisivi per il suo futuro.

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