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Milano si ritrova in Europa, ma attenti al Napoli

Milano si ritrova in Europa, ma attenti al Napoli TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
autore
Luca Marchetti
giovedì 13 aprile 2023, 08:16Editoriale

Sarà l’aria, sarà la musica, sarà l’abitudine, sarà il DNA, ma le milanesi in Champions si sono riprese, hanno rialzato la testa, sperano di poter alzare ancora la voce, magari per ripetere quella semifinale europea. Ma attenzione. Attenzione al Napoli. Perché non è il Napoli del campionato, e per quello del campionato intendiamo quello delle ultime due partite. E’ il Napoli feroce di inizio stagione: solido, concentrato, attivo, vitale.
La differenza? Che il Milan ha giocato una grande partita, in maniera altrettanto concentrata. E poi ci sono altri due motivi per cui il Napoli non ce l’ha fatta a tramutare in gol, la buona prestazione, oltre alla buona partita rossonera: l’errore di Kvara ad inizio gara e naturalmente l’assenza di Osimhen (e anche di entrambe le sue riserve). E’ solo il primo tempo, dicono tutti. Ed è anche vero.
E’ stata una partita degna della cornice: abbiamo visto delle novità tattiche, delle variazioni sul sistema che non ci aspettavamo (al di là di Elmas centravanti), c’è stato un ritmo forsennato, c’è stato nervosismo (anche troppo da parte del Napoli nella fase finale della gara, poi sono stati altrettanto bravi a recuperare), c’è stata la qualità (la giocata di Brahim Diaz è da applausi a scena aperta: riesce ad essere decisivo a 60 metri dalla porta avversaria), c’è stato equilibrio che ci sarà fino alla fine.

Vince il Milan perché nel momento in cui è riuscito a farsi vedere è riuscito anche a segnare. Poteva succedere di tutto. Può succedere ancora di tutto. Il più pericoloso del Napoli è stato Di Lorenzo (che per larghi tratti è stato più offensivo di Lozano, sulla fascia destra). Calabria, per rimanere sui giocatori italiani, è riuscito a limitare al massimo Kvara. Le due squadre si sono sfidate a viso aperto e nel ritorno al Maradona, con queste squadre così in forma, può succedere davvero di tutto. Anche se non dovesse farcela a recuperare Osimhen, anche se il Napoli dovrà fare a meno di Kim e Anguissa. Ecco forse il vero grande peccato di stasera non è tanto il gol subito che - nonostante il Milan sia stato perfetto anche stasera - questo Napoli può rimontare. Ma l’assenza certa di due delle colonne di questa squadra (senza nulla togliere agli altri) che si forse si aggiunge a quella di Osimhen. Ecco la differenza fra le due squadre forse è che mentre il Milan trova (o ri-trova) dei protagonisti (Diaz, Calabria, Bennacer, Leao) il Napoli invece è costretto a farne a meno. Il Milan in queste ultime due settimane ha certamente colmato il gap con il Napoli: la distanza che c’è in campionato in coppa non si è vista. Anzi: ora è il Milan ad avere un piccolo vantaggio da potersi giocare (non gestire) al Maradona. Ma con un Napoli che ha dimostrato questa mentalità a san Siro non c’è da dormire sereni.
Chi potrà dormire più sereno è certamente l’Inter. Una partita perfetta, aiutati anche dagli episodi (stavolta sì) e un risultato che lascia ben sperare. Qui l’errore più grande è pensare che sia tutto fatto. Il Benfica ha dimostrato di essere una squadra molto tosta. Inzaghi (e l’Inter in generale) è riuscito a scoprire tutti i punti deboli (non molti a dire la verità) della squadra portoghese. E se ne torna a casa con due gol di vantaggio, con una grande parata di Onana nel finale che da gloria anche alla prestazione difensiva e non soltanto a un gioco offensivo che si è (finalmente) sbloccato. Qui non si tratta di rinascita del calcio italiano. Ma di conferme. Forse - anzi sicuramente - anche rispetto al lavoro che viene fatto dalle panchine. In questi “primi tempi” hanno consegnato all’Europa un lavoro straordinario fatto proprio nella preparazione della partita: novità, strategie, cambi, capacità di gestione anche delle difficoltà. Il primo gol subito da una squadra italiana nella fase ad eliminazione diretta della Champions League lo ha segnato un’italiana a un’italiana. L’altro allenatore italiano ha battuto il suo passato e ha ipotecato la semifinale nella parte più tosta del tabellone.
Ora aspettiamo il ritorno, basta poco. Ma pensare di avere un’italiana ad Istanbul non è più un’utopia

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