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Un solo padrone e tante in crisi

Un solo padrone e tante in crisi TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
autore
Luca Marchetti
giovedì 10 novembre 2022, 00:00Editoriale

Il campionato sembra aver preso una decisione netta e precisa.
La prudenza, si sa, non è mai troppa. A Napoli stanno facendo tutti gli scongiuri del mondo. Ma il distacco c’è e si vede. Ed è un distacco importante. Molto importante. Importante anche perché davanti c’è una squadra che - finora - ha lasciato per strada soltanto 4 punti, in questo campionato di “apertura”. E che a una giornata dal blocco mondiale, ha macinato gioco su gioco, punti su punti. Difficile trovargli un punto debole. Si parla di dettagli in casa Napoli, si parla di potenziali alternative per stare ancora più tranquilli. Non si parla di scudetto (per un verso), non si parla di infortuni (dall’altro). Ma questo Napoli ha dimostrato che può fare anche a meno dei big. Ha vinto in scioltezza senza Oshimen, lo ha fatto anche senza Kvara. Giusto per citarne due. Ma ormai è difficile capire quanto questo Napoli sia forte.
Fioccano i paragoni con il Napoli di Sarri per la bellezza, e la perfezione. E addirittura qualcuno dice che questo Napoli è un po’ più brutto (con la speranza che possa essere vincente, in fondo in fondo). Si rilancia il paragone Europeo con l’Arsenal, l’altra squadra che sta strabiliando in Europa.
Il Napoli è primo in Italia, è stato primo nel suo girone di Champions. Ha perso solo con il Liverpool finora e in una partita in cui avrebbe potuto vincere e che soprattutto non aveva un gran significato (se non per la gloria). Il Napoli guarda al futuro. E se si guarda indietro vede, lontane, le sue inseguitrici.
La più vicina è il Milan che si è piantata a Cremona. Nessuno poteva avere la possibilità di rallentare.

Non ce l’aveva l’Inter (che dopo la sconfitta con la Juventus fa bene più a guardare sé stessa che altro e per la quale la vittoria larghissima contro il Bologna rappresenta più rammarico che speranza), non ce l’aveva il Milan. Per rimanere incollato a questo SuperNapoli, non bisogna sbagliare nulla. Ed è questo quello che ti mette in difficoltà. Perché quello che a Napoli riesce facile, non è detto che lo sia anche in altre latitudini. E per tornare a quel paragone con il Napoli di Sarri, allora l’avversario era una Juve feroce, affamata che mentalmente ha retto il confronto fino alla fine, logorando gli avversari. Non solo sul campo, ma fuori.
Qui il logorio lo porta il Napoli. Un passo falso si trasforma in distacco. Due passi falsi rappresentano una svolta. Tre una voragine. Perché il Napoli è costante incredibile. Mentre le altre, soprattutto in questo periodo così intenso, la continuità non sono riuscite ad averla. Non certo come il Napoli.
Il Milan si allontana, l’Inter non è riuscita a reggere. Lazio e Atalanta si sono fermate (forse sul più bello). La Roma è ondivaga. La Juve potrebbe rimanere a meno 10. Che sono tantissimi. Ma la peggiore Juve degli ultimi anni, vincendo contro il Verona ultimo in classifica, sarebbe terza. E questo ti da la misura di quanto siano in difficoltà anche le altre. Perché nessuno ha dubbi nel dire che la Juventus quest’anno non abbia funzionato. Ma rappresenta più la normalità la situazione in casa bianconera che quella in casa Napoli. Le altre “grandi” della A, somigliano più alla Juve. E viene da chiedersi, al di là degli scongiuri fatti sotto il Vesuvio: chi sarà l’antagonista?

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