Vergognosi i fischi a Gigi Riva: abbiamo consegnato la Supercoppa Italiana all'Arabia e questo è il risultato. Sprint di De Laurentiis dopo la finale persa: un rinnovo e altri due acquisti per far svoltare la stagione del Napoli
Gigi Riva per noi italiani sarà per sempre Rombo di Tuono. L'attaccante. E' uno dei più forti centravanti di sempre, è ancora oggi - con 35 reti - il miglior marcatore della nostra Nazionale. E' l'icona di un calcio che non c'è più, l'immagine di un calcio autentico che abbiamo smarrito. Preferì restare a Cagliari, in una terra che l'aveva adottato, e col Cagliari ha vinto uno Scudetto che non ha eguali. Altrove avrebbe potuto vincere di più, molto di più. Ma vuoi mettere? Non sarebbe stata la stessa cosa. Riva è stato una leggenda vivente. Il Cagliari e l'Italia. Due passioni sconfinate per un campione che coi suoi gol ci trascinò prima alla vittoria dell'Europeo del 1968 e poi alla finale di Messico 1970.
Gigi Riva è la nostra storia. Ma in fondo a loro cosa importa? A Riyad il minuto di raccoglimento organizzato in fretta e furia dalla Lega Serie A prima dell'inizio della ripresa della sfida tra Napoli e Inter è stato fischiato dal pubblico arabo, da tifosi che - nella migliore delle ipotesi - nemmeno hanno capito cosa stessero fischiando. Perché se per noi Riva è inimitabile simbolo di un calcio libero, per loro quei sessanta secondi di attesa erano una inutile perdita di tempo. Perché loro ci hanno pagato per vedere uno spettacolo già prestabilito, senza 'imprevisti'.
Quei fischi, quella scena intrisa di tristezza, adesso verrà giustificata da tanti sé e tanti ma. Tutte giustificazioni che avranno un unico (sottaciuto) minimo comune denominatore: i soldi. E il calcio si adeguerà perché non conosciamo altro metro di giudizio, anche se una persona come Riva col suo esempio ci aveva impartito ben altra lezione.
La partita al Al-Awwal Park non è stata una bella partita. A squilibrarla il doppio giallo comminato a Simeone da una Rapuano che nel secondo tempo ha perso il controllo della gara e dei cartellini. A deciderla il gol allo scadere di Lautaro Martinez, ovvero di colui che quest'anno ha strappato lo scettro a Victor Osimhen per imporsi come miglior giocatore del nostro campionato. A vincerla ancora una volta Simone Inzaghi, da ieri sera l'allenatore con più vittorie in questa competizione. "Sono soddisfatto, ma soprattutto per i miei ragazzi per quanto lavorano e per la società che non ci ha mai fatto mancare nulla", ha detto il tecnico nerazzurro nel post-partita.
Di ben altro spessore le reazioni arrivate da casa Napoli e non poteva essere altrimenti. "E' una vergogna, come rovinare una partita!", ha urlato dalla panchina Walter Mazzarri dopo il rosso a Simeone. L'allenatore del Napoli che non s'è presentato alla premiazione per ritirare la medaglia e nemmeno dinanzi ai microfoni nel post-partita ha preferito lasciare la parola al suo presidente, a un De Laurentiis per l'occasione garbato nei toni ma non per questo meno sferzante nei contenuti.
Il presidente del Napoli domani rientrerà in Italia con la squadra e sarà grande protagonista dell'ultima settimana di calciomercato: a Riyad ha raggiunto l'accordo con Politano per il rinnovo del contratto e ora punta a definire altri due acquisti. Innanzitutto un difensore (Theate scalpita, è sfida a Nehuen Perez), ma anche un centrocampista e oggi tanti indizi portano a Orel Mangala del Nottingham Forest.
Tutto dovrà essere definito entro otto giorni, tutto dopo una Supercoppa in terra araba iniziata con una semifinale giocata in uno stadio semideserto e chiusa con i fischi a Gigi Riva. Una competizione triste. E ancor più triste è il fatto che torneremo a giocarla in Arabia per altre tre volte nei prossimi cinque anni.






