È il giorno di Paratici: esperienza e voglia di rilancio al servizio della Fiorentina
Quella di oggi in casa Fiorentina non è una giornata come le altre. Sembra la classica frase fatta, ma è proprio così. Giovedì 5 febbraio resterà infatti nella storia recente del club come il giorno in cui è stato ufficialmente presentato ai tifosi e ai media il nuovo direttore sportivo viola Fabio Paratici, arrivato ieri a Firenze e insidiatosi al Viola Park dopo un'attesa di oltre un mese. Ovviamente solo il tempo ci dirà se questa data sarà da ricordare in positivo o, ci auguriamo ovviamente di no, in negativo.Sicuramente però, un fatto storico già di sé per sé lo produce, visto che l’arrivo dell’ex dirigente di Tottenham, Juventus e Sampdoria sancisce anche un cambio di rotta epocale per un club che negli ultimi vent’anni ha alternato alla guida della società sempre le stesse figure, ossia quelle di Pantaleo Corvino prima e Daniele Pradè poi.
L'importanza di avere un ds
Come già ripetuto da molti il primo compito per Paratici sarà naturalmente quello di pensare all’immediato, visto che il mantenimento della Serie A è troppo importante e troppo condizionante per poter iniziare a programmare il futuro. Un dirigente non scende materialmente in campo ma se bravo a fare il suo lavoro, e Paratici nel corso della sua carriera, con alcuni bassi ma soprattutto tanti alti ha dimostrato di esserlo, può fare la differenza nel lavoro quotidiano e nei rapporti con la squadra, aiutando e supportando l’allenatore, in questo caso ovviamente Paolo Vanoli, a gestire i momenti sia negativi che positivi di una stagione.
La voglia di rilancio
L’augurio per tutto l’ambiente viola è ovviamente che Paratici a Firenze possa trovare quell’occasione di rilancio che tanto ha atteso dopo la squalifica per le note vicende legate alle plusvalenze dei tempi della Juventus, che lo ha di fatto tenuto fermo per circa 30 mesi. L’esperienza è certamente dalla sua parte, ora però starà a lui riuscire a passare dalle parole ai fatti, visto che se questa Fiorentina si è ritrovata ad essere al terzultimo posto in classifica a 14 giornate dalla fine del campionato è anche e soprattutto perché c'è stato più di qualche errore commesso negli ultimi mesi in dirigenza.






