Partita vergognosa dei viola, gli ottavi arrivano per miracolo. Una squadra inaffidabile
Non ci ricordiamo a Firenze di un passaggio del turno in Europa maturato con queste modalità. La Fiorentina ha superato se stessa: in un passato, più o meno recente, i viola avevano proposto gare di ritorno profondamente sbagliate con Braga, Lech Poznan e Polissya, ma stavolta è stato tutto peggio. I viola sono andati oltre.
Punto primo: la Fiorentina ha preparato malissimo questa partita perché non si entra in campo con quell’atteggiamento. E la formazione non c’entra nulla perché rispetto all’andata Vanoli ha cambiato solo due uomini: Dodò era rimasto a Firenze e Pongracic a Byalistok entrò nel finale. Fuori Ranieri e Harrison. Quindi nessun stravolgimento. Dopo 4 minuti l’errore di Comuzzo su Pululu ha acceso l’allarme al Franchi: la Fiorentina non era sintonizzata sull’evento. La responsabilità dei giocatori è pesante.
Punto secondo: Vanoli non è riuscito a far capire ai propri uomini che gare di questo tipo possono diventare delle trappole. Evidentemente nelle ore della vigilia si è pensato più a Udine che allo Jagiellonia. Un errore di valutazione che non può ripetersi. Perché siamo tutti d’accordo che la salvezza adesso abbia priorità su tutto, ma non si possono fare figure del genere soprattutto davanti alla propria gente.
Punto terzo: l’avvento di Paratici deve servire anche a questo. A dare mentalità ad una società che non l’ha mai avuta, se ripensiamo ai tanti scivoloni che abbiamo commentato in questi anni. Non è solo una questione di mero passaggio del turno, ma anche di immagine, appunto.
Le grandi squadre o quelle che studiano per diventarlo non possono vivere sulle montagne russe, con rendimento così ondivago. Il futuro della Fiorentina dovrà inevitabilmente passare da una rivoluzione. Questa società va rivoltata come un guanto.
Ci hanno pensato Fagioli e un’autorete polacca, su tiro di Kean e una schermatura di Fabbian, a regalare due reti alla Fiorentina nel secondo tempo supplementare dopo 90 minuti più recupero giocati da 4 in pagella. Ciò nonostante una papera di De Gea ha rimesso in partita la formazione polacca. Sul 2-4 bastava un altro gol dello Jagiellonia per ributtare tutto ai rigori. Finale sofferto, espulsione di Vital, polacchi in dieci. Poi il colpo alla testa di Gosens ci ha fatto impaurire e al tedesco facciamo in bocca al lupo. Tra l’altro a preoccupare ci sono anche gli infortuni di Solomon e Lezzerini. Quando è arrivato il triplice fischio di Jovanovic è svanito l’incubo.
Conclusioni: gli ottavi di Conference sono arrivati e questo è il dato positivo. Oggi sapremo se la Fiorentina andrà in Francia a trovare lo Strasburgo oppure di nuovo in Polonia, ma col Rankov. Poi c’è dell’altro: la squadra ha dimostrato ancora, sul piano calcistico, di essere inaffidabile. A Como e col Pisa ha registrato miglioramenti che per la salvezza donano speranze, ma in coppa come ha dichiarato lo stesso Vanoli ha fatto “due passi indietro”.
A inizio anno, dopo i due pareggi e le due vittorie con Cremonese e Bologna, era accaduta la stessa cosa. La Fiorentina non sa gestire i momenti in partita e non sa soprattutto essere continua. In queste condizioni qualsiasi previsione rischia di essere fallace. Che Fiorentina ritroveremo lunedì a Udine? Quella di Como o quella che stava per volare fuori dalla Conference dopo lo 0-3 dell’andata? Paratici e Vanoli hanno clamorosamente ragione su un passaggio: fino al 24 maggio la Fiorentina dovrà sudarsi la salvezza.






