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Le concorrenti per la salvezza perdono, ma si battono. La Fiorentina perde e basta. Contro il Parma deve ritrovare l'orgoglio senza pensare che si salverà solo grazie al suo nomeTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Alberto Polverosi
per Firenzeviola.it

Le concorrenti per la salvezza perdono, ma si battono. La Fiorentina perde e basta. Contro il Parma deve ritrovare l'orgoglio senza pensare che si salverà solo grazie al suo nome

La Fiorentina ha già toccato il fondo, ma ha la possibilità di scavare ancora un po’, basta perdere col Parma, e la squadra delle ultime due partite ne è capace. Quattro gol presi al Franchi dallo Jagiellonia, poi i tre incassati a Udine, un disastro totale, col terz’ultimo posto ben saldo nelle mani dei viola. Fra l’altro nel suo stadio diroccato la Fiorentina ha già perso nove volte in questa stagione e può capitare ancora. Qui però cerchiamo di capire come è possibile evitare un’altra batosta che lascerebbe il segno più di quella di Udine.

Si legge di un nuovo patto dentro il Parco Viola, un patto fra dirigenti, allenatore e giocatori. Non si parla di proprietà perché il giovane Commisso, ereditando l’impero americano da suo padre, non si è più visto a Firenze. Immaginiamo che il lavoro alla Mediacom gli porti via tutto il tempo. Il patto di questi giorni è l’ultimo di una lunga serie di patti non rispettati. Era capitato con Pioli, poi con Vanoli all’inizio della sua gestione e anche dopo. Una volta queste “prese di coscienza collettive” funzionavano e magari altrove funzionano ancora. A Firenze, quest’anno, sono state tutte tradite. Per cui, evitiamo di parlare di accordi nello spogliatoio se poi in campo si trasformano in disaccordi, con la sfiducia e la rassegnazione di una squadra senza anima. Primo punto, allora: recuperare quel pizzico di orgoglio calpestato a più riprese in questa stagione. Si può fare attraverso una prestazione magari scombinata come gioco, ma gagliarda, di spessore fisico, atletico e caratteriale. Le ultime due agghiaccianti partite ci hanno mostrato il contrario e la Fiorentina deve invertire questo percorso. Il Pisa, il Verona, il Lecce, la Cremonese, tutte le concorrenti alla salvezza pur perdendo, lottano, la Fiorentina perde senza lottare. Dicono: la squadra non è abituata a battersi per la salvezza. Ma dopo sette mesi di continua zona-retrocessione almeno un po’ dovrebbe aver capito come vanno affrontate le partite in fondo alla classifica, con quali armi e con quali strategie prepararle. O invece oltre che molle è anche una squadra sorda? Gli allarmi suonano da tempo.

L’impressione, e qui siamo al secondo punto, è che la Fiorentina continui a giocare pensando che tanto si salverà perché è più forte delle sue dirette rivali e perché si chiama Fiorentina, non Pisa, non Lecce, non Cremonese. È un’impressione che affiora in modo evidente dopo ogni seppur rara vittoria: visto che siamo forti? Visto che ne usciamo? E così ripiomba nell’incubo. Pur rischiando di essere ripetitivi, la via della salvezza per i viola per noi non cambia: se la Fiorentina continua a pensarsi… Fiorentina e non una squadra meritatamente terz’ultima in classifica, retrocede. È lo spirito che manca, è la consapevolezza che l’obiettivo è uno e uno solo, la salvezza.

Dicono ancora: ma abbiamo anche un altro traguardo, la Conference. Già, e quale rispetto porta la Fiorentina a questa coppa? Ha perso in casa contro l’Aek Atene, ha perso a Magonza e ha preso quattro ceffoni dallo Jagiellonia, rischiando la peggiore eliminazione della sua storia centenaria in campo internazionale (la figura peggiore no, quella l’ha centrata in pieno). La domanda che la Fiorentina deve farsi è semplice: la Conference ci può aiutare o danneggiare nella corsa alla salvezza? Molti diranno che è un danno, un impiccio, una perdita di tempo e di energie, ma questo è vero se l’idea è snobbarla. In caso contrario, prendendo sul serio questa coppa, la Fiorentina (che ha un organico sufficiente per giocare campionato e Conference) può trarne dei vantaggi. Quanto meno, trattandosi di scontri a eliminazione diretta, può aiutare i giocatori a preparare allo stesso modo le gare di campionato: contro Parma, Cremonese, Genoa, Verona e Lecce saranno proprio scontri a eliminazione.

Ultimo punto: l’armonia. Per ritrovarla ci vuole buonsenso, tutti devono fare un passo avanti in campo e un passo indietro fuori. L’interesse dei media e soprattutto dei tifosi è che i protagonisti siano generosi di dichiarazioni per spiegare quello che succede. Ma per evitare equivoci e polemiche, come successo nel dopo-Udine, consigliamo a Vanoli e ai suoi giocatori di raffreddare la mente per il tempo a loro necessario prima di presentarsi alla stampa dopo la partita. La storia dell’“esame di coscienza” che l’allenatore ha proposto pubblicamente alla squadra e quella della rassegnazione di De Gea “tanto un gol lo avremmo preso lo stesso” sono mazzate perfettamente evitabili in periodi come questi. Anche perché se è vero tutto quello che hanno detto Vanoli e il portiere, la Fiorentina può continuare a scavare…