Da punti di forza a punti deboli: la preoccupante parabola del duo Gosens-Dodo
Quando parliamo di Gosens e Dodo parliamo probabilmente dei due punti di forza migliori della Fiorentina 2024/2025, oltre ovviamente al vice capocannoniere della Serie A Moise Kean, ma allo stesso tempo guardando alla stagione attuale (che ha visto diversi calciatori viola regredire di livello) stiamo citando anche due dei giocatori maggiormente fuori rendimento della rosa gigliata.
La sfida contro il Parma
La partita di domenica contro il Parma ne è stata la dimostrazione lampante. Per motivi diversi infatti sia Gosens che Dodo non solo non sono stati dei punti di forza nella gara contro gli uomini di Cuesta, ma soprattutto sono risultati essere dei punti deboli che i crociati, per via di una scarsa vena offensiva generale, non hanno sfruttato.
Robin a secco di carburante
Per Gosens il problema è evidentemente di natura fisica. Il tedesco infatti in stagione, complice anche l’infortunio al flessore rimediato a San Siro contro l’Inter il 29 novembre (su cui poi Robin ha avuto anche una ricaduta) non è mai sembrato essere brillante ed ha patito quasi tutti gli avversari incontrati sulla corsia sinistra. In carriera infatti l’ex Inter e Atalanta ha spesso costruito le proprie fortune su uno strapotere atletico e su un tempismo negli inserimenti al di sopra della media, tutte caratteristiche che in questo momento gli stanno venendo a mancare. Certamente il tedesco resta dal punto di vista caratteriale uno dei pochi leader della squadra viola, e la scelta di non andare in Premier a gennaio è li a dimostrarlo. È anche vero però che al momento, visto lo stato di forma di Parisi ( che rientrerà dalla squalifica a Cremona) per lui tornerà con ogni probabilità quella panchina che lo ha ospitato nelle precedenti quattro gare di campionato, in attesa di un sussulto quanto mai necessario in vista del rush finale per la salvezza.
Una questione di scelte
Su Dodo invece il discorso è diverso, visto che fisicamente il brasiliano sembra avere una buona gamba. Quello che invece sta mancando all’ex Shakhtar sono le scelte giuste negli ultimi metri di campo. Tanti i cross sbagliati (4 sui 6 tentati nell'ultimo match del Franchi), troppi quando si attacca una difesa chiusa come è capitato contro il Parma, ma soprattutto diverse le amnesie in fase difensiva. Una di queste in particolare stava per costargli caro contro Oristano nel finale di gara. Resta comunque il fatto che Dodo rappresenta ancora oggi uno dei pochi fulcri di gioco di questa squadra, oltre che uno dei pochi giocatori a dare la sensazione di pericolosità quando ha la palla tra i piedi. È ovvio però che tutto ciò non possa bastare e che da uno come lui ci si aspetti certamente di più, anche se, complice anche il fatto che alle sue spalle non c’è come nel caso di Gosens un Parisi in rampa di lancio, ma un Fortini che ancora fatica ad imporsi tra i grandi, è difficile arrivare a vedere il brasiliano fuori dall'undici titolare.






