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Da Wharton a Mateta, il calcio di Glasner e due titoli in pochi mesi: ecco il Crystal Palace, a cui resta la sola ConferenceTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 10:30Copertina
di Ludovico Mauro
per Firenzeviola.it

Da Wharton a Mateta, il calcio di Glasner e due titoli in pochi mesi: ecco il Crystal Palace, a cui resta la sola Conference

Da una storia senza acuti a un presente pieno di successi. Si potrebbe riassumere così l’excursus che ha fatto in questi ultimi anni il Crystal Palace, prossimo avversario della Fiorentina in Conference League. I quarti di finale vedranno opposti viola e londinesi il 9 aprile in Inghilterra e il 16 aprile al Franchi (entrambe le gare alle ore 21). Alla squadra di Vanoli tocca la regina del torneo, senza dubbio spauracchio principale di questa edizione. Ma forse, a volte, dipinto anche con un pizzico di pessimismo di troppo. Ma che squadra e club è veramente il Palace?

La storia
Quella degli inglesi è tutt’altro che una tradizione ricca di vittorie. Il Crystal Palace è passato da non vincere niente in più di un secolo di storia a portare a casa due prestigiosi titoli nel giro di pochi mesi. L’apice del club si tocca la scorsa stagione, quando gli uomini di Oliver Glasner - su cui ci addentriamo a breve - alzano al cielo di Wembley l’FA Cup sbeffeggiando il Manchester City, nella più classica delle favole dove il più piccolo batte il più grande. Passa un’estate e arriva il bis col Community Shield, ancora sotto l’arco di Wembley e ancora contro un colosso, stavolta il Liverpool. È il periodo di massimo splendore delle Eagles - le Aquile, dall’animale che marchia il logo del club -, che dopo oltre cento anni di anonimato in Inghilterra, alternando promozioni, retrocessioni e semplice galleggiamento in Premier League, iniziano ad arricchire una bacheca spoglia fino a quasi un anno fa.

Il caso europeo: la “retrocessione” in Conference
E pensare che la Conference, il Palace non avrebbe neanche dovuto giocarla. Sì perché, in virtù del trionfo in FA Cup, i londinesi sarebbero stati iscritti di diritto all’Europa League. A recare intralcio agli inglesi però sono state le regole UEFA, che non permettono ai club con stessa proprietà di disputare la stessa competizione internazionale. Uno dei maggiori azionisti del club è infatti John Textor, possessore anche del Lione, qualificatosi all’Europa League e “vittorioso” nella querelle col Palace grazie a un ranking europeo migliore. Dopo settimane di tribunali sportivi, le Eagles sono state quindi declassate nella terza manifestazione continentale. Un vero peccato per i tifosi del Crystal Palace, che si sono visti negare la partecipazione al secondo torneo più importante.

La squadra: quanti giocatori esplosi
Con quasi il doppio del monte ingaggi rispetto alla Fiorentina (102 milioni di euro, contro i 64 dei viola), la squadra di Glasner si è distinta eccome in questi due anni non solo per i trofei, ma anche per aver tirato a lucido giocatori incredibili, poi diventate stelle vere e proprie. È il caso di Eze, pochi giorni fa protagonista di un altro gioiello in Champions con l'Arsenal contro il Bayer Leverkusen, nonché uomo simbolo dei due titoli dello scorso anno; ma anche di Michael Olise, oggi apprezzato fuoriclasse del Bayern Monaco che l’Italia ha toccato da vicino con le goleade all’Atalanta. Menzione doverosa anche per Wilfried Zaha, fantasista dello Charlotte FC che ha vissuto importanti parentesi calcistiche a Londra. Ultimo, ma non meno importante tra le ex stelle, è Marc Guehi, capitano e colonna delle recenti Eagles ceduto a gennaio al Manchester City.

Gli undici attuali
Sono state tutte cessioni dolorose, con cui Glasner ha perso (Zaha a parte, già partito quando arrivò il tecnico attuale) veri e propri punti di riferimento - c’è anche da sottolineare che il club ha incassato parecchio, attorno ai 200 milioni di euro -. Ma la formazione tipo degli inglesi - un 3-4-2-1 dinamico e completo - non è affatto povera a livello tecnico e di esperienza. Il portiere, Henderson, è di sicuro affidamento e da anni nel giro della Nazionale dei Tre Leoni; in difesa non banale è la marcatura di Lacroix, che il tecnico si porta dietro dall’esperienza al Wolfsburg, mentre più si sale con le zone di campo e più si trovano i giocatori più pericolosi. La stella è probabilmente Wharton, tuttocampista che abbina palleggio e dribbling, già sul taccuino di mezza Europa e già debuttante con la Nazionale inglese. Non di poco conto è anche la corsa e la dinamicità sulle fasce di Munoz, l’estro e la fantasia di Yeremi Pino e di Sarr e soprattutto la stazza e i gol di Mateta e Strand Larsen. Il primo è da sempre il terminale offensivo delle Eagles, centravanti preso dal Milan a gennaio e poi rimasto in Premier per via delle tante problematiche fisiche che lo stanno tenendo spesso ai box (con la Fiorentina dovrebbe tornare pienamente disponibile). Proprio per queste tante assenze è stato acquistato in inverno l’ex Wolverhampton, costato più di 50 milioni ma squalificato per la prima delle due gare contro i viola.

L’allenatore e il percorso attuale
L’uomo che ha cambiato volto al Crystal Palace, dicevamo, è però in panchina. Oliver Glasner si forma nella scuola Red Bull, sboccia con una bella promozione in massima categoria alla guida del Lask e poi compie un buon percorso al Wolfsburg, riportandolo a giocare in campo internazionale. La sua firma più celebre però viene apposta sull’Europa League sollevata nel 2022 con l’Eintracht Francoforte, impresa che l’ha proiettato nel grande calcio a tutti gli effetti. Poco più di due anni fa prende in mano i londinesi e raggiunge i grandi traguardi già descritti, a fine stagione lascerà la panchina delle Eagles e vuole farlo aggiungendo un altro titolo al palmares.

Ossia la Conference League, quella che ad ora resta l’unica meta raggiungibile dalla sua squadra. In classifica nel massimo campionato inglese occupa un comodo 14° posto, con dieci punti di vantaggio sulla zona retrocessione che lasciano dormire sonni tranquilli. Non avendo di mezzo né l’FA Cup né la Carabao, la sua squadra riverserà tutte le speranze di fine stagione nel cammino europeo. Eppure, la strada nel torneo non è stata fin qui senza intoppi: solo 10° nella fase campionato, in cui ha perso 2 partite, il Palace nei turni a eliminazione diretta ha sofferto sia con i bosniaci dello Zrisnjski che con i ciprioti dell'AEK Larnaca. Sta alla Fiorentina, adesso, estromettere gli inglesi dal torneo che vogliono provare ad alzare.