Kean, la Nazionale e il finale di stagione della Fiorentina: l'Italia avrà un peso non da poco. Vanoli e la tensione post Inter: ancora non è il tempo di dire "bravi" dopo un pareggio. 13 gare valgono più del resto della stagione
Ultima sosta della stagione, poi via a un rush finale che può riservare di tutto, nel bene e nel male, alla Fiorentina. Il pareggio contro l'Inter ci ha mostrato una squadra vera, capace di mettere in crisi la capolista e che probabilmente avrebbe meritato anche i tre punti, ma la gara di domenica scorsa è già passato, ora la testa deve guardare solo avanti. Vanoli potrà lavorare con il gruppo quasi al completo in queste sue settimane, visto che saranno solo sei gli assenti impegnati con le rispettive Nazionali, e dovrà sfruttare tutti i minuti che avrà a disposizione per far sì che la sua squadra vada a Verona, sabato 4 aprile, a fare l'unica cosa possibile: battere l'Hellas al Bentegodi. Prima però saremo tutti concentrati sull'Italia di Gattuso che proverà a qualificarsi per il Mondiale della prossima estate dopo aver fallito l'obiettivo per due volte consecutive. Ci sarà anche Moise Kean nel gruppo azzurro che dovrà eliminare prima l'Irlanda del Nord e poi una tra Bosnia e Galles e dal risultato della nostra Nazionale dipenderà anche il finale di stagione del numero 20 viola.
Spieghiamoci meglio. L'Italia non può fallire, un altro disastro non è contemplabile, e la pressione sui giocatori è fortissima. Un'altra eliminazione dopo quelle contro Svezia e Macedonia del Nord inciderebbe tantissimo sull'umore di tutti i convocati da Gattuso per i playoff e anche per questo motivo dovremo tifare per un doppio successo azzurro. La qualificazione dell'Italia alla Coppa del Mondo restituirebbe a Vanoli un Kean ancora più motivato, con il morale alle stelle, e questa non è una cosa da sottovalutare, anche perché la Fiorentina avrà un bisogno estremo del suo centravanti al top per le ultime otto partite di campionato e (speriamo) cinque di Conference League.
Torniamo però per un attimo al post gara della sfida di domenica scorsa contro l'Inter. La risposta di Vanoli alla domanda sulle sostituzioni fatte nel recupero del secondo tempo ha fatto il giro del web e i commenti sono stati di ogni tipo. Ecco, quello che ci sentiamo di dire è che ancora non è arrivato il momento di dire "bravi" ai giocatori della Fiorentina. Quella contro i nerazzurri è stata una delle migliori prestazioni della squadra in questa stagione, è vero e non diciamo il contrario, ma la tensione del tecnico in sala stampa è stata eccessiva. Lo capiamo, può succedere, e nessuno è qui a puntare il dito verso l'allenatore viola, ma a conti fatti la grande prova contro l'Inter ha portato solo un punto in più in classifica e prima di fare solo e soltanto complimenti serve altro tempo. Perché l'annata che stiamo vivendo è stata segnata dall'incubo della possibile retrocessione, non ancora scongiurata, e chiedere il perché dell'ennesima sostituzione che ha avuto il risultato di permettere agli avversari di sfiorare il gol è stato più che comprensibile.
Anche quello, però, rappresenta il passato ed è giusto spostare l'attenzione sulle ultime tredici partite di questa stagione. Lo ripetiamo, speriamo che ci possano essere altre cinque partite in Conference League, per il momento le uniche due certe sono quelle dei quarti di finale contro il Crystal Palace, ma pensiamo positivo. Tredici gare, le ultime, che valgono più di tutte quelle già giocate da agosto a oggi. Quello che abbiamo passato non ce lo dimenticheremo probabilmente mai, ma la Fiorentina ha l'occasione unica di poter trasformare l'incubo in un sogno. La sosta e poi il rush finale: nessuno si guardi indietro, c'è un pagina di storia da scrivere.






