Il successo di un sabato a porte aperte, sperando che per Dodò non sia niente di grave. Martedì sfida mondiale Kean-Dzeko a tinte viola
S’è messo di traverso persino il destino, anche se a pensarci bene in tempi di sosta una sfida tra nazionali, che vale il mondiale, e che chiama in causa passato e presente della Fiorentina pare più un regalo che uno scherzo. E in effetti nell’ultimo week-end senza campionato è la sfida tra Moise Kean ed Edin Dzeko a raccogliere il maggior interesse dei prossimi giorni, per una volta anche in casa viola dove soprattutto il bosniaco ha certamente fatto discutere.
Un sabato viola
In primis però è giusto applaudire all'iniziativa viola di aprire le porte del Viola Park in un sabato dal vago sapore primaverile. Un bagno di folla con i propri tifosi in vista del rush finale di stagione, nel quale le preoccupazioni su Dodò ce le saremmo tutti evitate volentieri ma che si è confermato un'ottima idea, certificando un ritorno alla normalità che sta facendo bene alla Fiorentina. Da Verona in poi la stagione entra nella fase decisiva, farlo con qualche ritrovata certezza (pure ambientale vista la prova contro l'Inter) è merito del tecnico, ma anche di una società dove l'avvento di Paratici sembra sortire i primi effetti benefici.
Passato e presente viola
Intanto anche il più disinteressato alle vicende della Nazionale dovrà ammettere che Bosnia-Italia in programma martedì, finale decisiva dei play-off per l’accesso al prossimo mondiale, è sfida affascinante pure in chiave viola. Perché un Kean nel formato visto contro l’Irlanda del Nord farà certamente comodo nel finale di stagione della Fiorentina, e perché l’avventura di Dzeko in viola si è portata dietro numerosi strascichi, non ultime le parole dell’attaccante che è tornato su alcuni momenti della gestione Pioli, prima, e Vanoli, poi.
Dal megafono alla nazionale
Al di là di ricostruzioni non del tutto realistiche, come quella riferita in merito alla gara di Parma e a un suo mancato ingresso, è indubbio come Dzeko si sia ritrovato una volta lasciata la Fiorentina. Lontano dal Viola Park l’attaccante ha ritrovato la via del gol, seppure in una categoria inferiore alla Bundesliga, ma soprattutto ha spinto la sua nazionale alla gara decisiva contro l’Italia, quasi un thriller nel quale l’antagonista torna a farsi minaccioso una volta poggiato il megafono, unico vero riferimento di una sua esperienza in viola tutt’altro che fruttuosa.
I cambiamenti di Paratici
Intanto in casa viola ci si prepara a un mese decisivo tra sfide in campo da affrontare al meglio, Conference League inclusa, e un futuro da scrivere. Mentre Vanoli e squadra devono ancora assicurarsi la salvezza, e superare l’ostacolo Crystal Palace, sui cambiamenti che Paratici medita per il futuro si sente già molto, dagli avvicendamenti in vari settori che riguardino lo staff tecnico alle eventualità per la panchina di domani, qualsiasi esse siano visto che al momento - giustamente - il sostegno all'attuale tecnico è totale.






