La Fiorentina si interroga sul futuro di Paolo Vanoli: da Lecce all'Atalanta, un mese per convincere tutti
Un traghettatore può trasformarsi in punto di partenza per la rinascita sportiva di una società? Se lo sta chiedendo Fabio Paratici, Ds della Fiorentina e chiamato nei prossimi mesi a scegliere il tecnico per ripartire dopo un'annata che, comunque finisca, entrerà nel libro nero della centenaria storia del club gigliato. Il traghettatore in questione è Paolo Vanoli: è arrivato a inizio novembre camminando sulle macerie del breve ciclo Pioli, ha rattoppato una barca che faceva acqua da tutte le parti, ha somministrato una medicina che a molti può essere sembrata amara o insipida, ma che sta funzionando. Nessuna squadra in oltre cento anni di Serie A si era mai salvata senza vincere nessuna delle prime tredici gare di campionato, se tutti ripetono questa statistica un motivo c'è. La certezza della salvezza ancora non c'è e andrà cercata tra stasera (Lecce) e domenica (lunch match al Franchi contro il Sassuolo). Dopodiché, se gli astri si allineeranno (e se Lecce e Cremonese faranno pochi punti), si potrà pensare a programmare il futuro.
I motivi della possibile riconferma
La settimana seguente a Fiorentina-Sassuolo (quella che va dal 27 aprile al 3 maggio per intendersi) potrebbe essere quella buona per un incontro, fra Paratici e Vanoli, che potrà servire per vedere quanti e quali sono i margini per continuare insieme. Ricordiamo che Vanoli è legato alla Fiorentina con un contratto 'a progetto': da novembre scorso a giugno prossimo, otto mesi in cui si chiedeva 'semplicemente' di salvare la squadra. In caso di missione compiuta è ovvio che qualche riflessione la dirigenza dovrà farla, per svariati motivi: punto primo, la scarsa appetibilità di una panchina che il prossimo anno non sarà agghindata dai nastrini d'Europa - motivo per il quale tutti i nomi lanciati nell'aere nelle scorse ore, da Maresca a Farioli, sono a oggi pura utopia; secondo di poi, come scrive la Nazione stamani, la 'rivoluzione' che dovrà portare avanti Paratici per provare finalmente ad alzare l'asticella degli obiettivi di campo non potrà essere istantanea - "tra rientri dai prestiti (15 in tutto) e giocatori attualmente in rosa non più funzionali serviranno due anni prima di vedere all’opera la «sua» Fiorentina, da qui, scrive la Nazione, le voci circa la conferma di Paolo Vanoli, che potrebbe essere la figura migliore per guidare l’anno di transizione prima della definitiva (e auspicabile) rinascita della squadra" -.
Poche alternative
Punto terzo, perché i nomi realistici per adesso (Fabio Grosso su tutti, con Paratici che guarda con interesse anche quello che succede all'estero tra i tecnici emergenti) generano un ragionevole dubbio ad alcuni tifosi e anche a parte della dirigenza: "A questo punto non avrebbe senso dare una chance a Vanoli?", magari mettendolo in condizioni migliori rispetto a quelle che ha ereditato a fine 2025, con la possibilità di fare la preparazione con la squadra e di dire la sua anche sul mercato. Riflessioni da fare e da concretizzare soltanto a salvezza raggiunta, con un traguardo che, se tagliato il prima possibile, potrebbe consentire allo stesso Vanoli di utilizzare le ultime partite come 'portfolio' per sperimentare in vista di quello che verrà e provare così a convincere tutti, anche una piazza che, nonostante la riconoscenza nei suoi confronti, rimane per la maggior parte scettica sull'ipotesi conferma. L'ultima parola starà al club, che ha la possibilità di rinnovare il contratto (clausola unilaterale a favore della Fiorentina). Insomma, c'è concentrazione sul presente ma anche sul futuro: la testa rimane nel carrarmato ma qualche sbirciata verso quello che verrà adesso si comincia a dare.






