Il rispetto della storia nell'anno del centenario
C'è ancora un profondo senso di amarezza e anche di rabbia nel ripensare all'inqualificabile partita giocata (o meglio, non giocata) lunedì sera dalla Fiorentina all'Olimpico. Ormai non ci resta che aspettare la fine di questa terribile stagione, ma quel ko così pesante ci fa fare delle riflessioni anche su un rispetto della storia della Fiorentina che deve esserci sempre. Perdere fa parte del gioco, ma consegnarsi all'avversario senza giocare e senza reagire non può essere accettato da parte di un club come la Fiorentina che peraltro sta anche per festeggiare i cento anni di storia. Si pensava ad una squadra che dopo la sconfitta della Cremonese con la Lazio potesse scendere in campo con la testa libera, con coraggio e con energia. E' arrivata l'ennesima delusione che fa male al cuore anche perché la differenza con la Roma è sì certificata dalla classifica ma così è stata come una resa. Indossare la maglia viola impone (imporrebbe) un atteggiamento diverso, più battagliero.
La conoscenza della storia
Per il futuro servirebbe oltre che una rivoluzione - ma sappiamo che è complicatissima - qualche innesto anche di comprovata fede viola, un concentrato di fiorentinità che possa finalmente spiegare cosa significa essere della Fiorentina. A volte viene da chiedersi se i giocatori conoscano effettivamente la storia della Fiorentina, gli scudetti conquistati, la Coppa delle Coppe (i viola vinsero la prima edizione di quella competizione), le Coppe Italia. I tempi sono cambiati e forse il nostro è un eccesso di romanticismo ma sarebbe bello che una volta al mese potesse essere organizzato un incontro tra la squadra e qualche grandissimo ex viola che spiegasse a tutti quali sono state le loro imprese e i loro successi. Incontri per raccontare e tramandare la storia che possano portare a delle vere e proprie… trasfusioni di sangue viola nelle vene dei calciatori.
Una pazienza messa a dura prova
A Firenze c'è una tifoseria che vive per la Fiorentina ventiquattro ore su ventiquattro e che cambia umore in base ai risultati della squadra. Lo ripetiamo ancora per chi non lo sapesse: anche quei fiorentini che non sono super appassionati la domenica sera o nel giorno in cui gioca la squadra, ti chiedono subito come prima cosa: 'Ma cosa ha fatto la Fiorentina?' Perché la Fiorentina semplicemente è Firenze. La pazienza dei tifosi però ora è stata messa a durissima prova. Per il prossimo anno servono chiarezza e programmi convincenti perché altrimenti si rischia anche di far disamorare un popolo che ha sempre avuto ed ha tuttora una fede incrollabile nei colori viola.






