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La "carta bianca" di Paratici: oltre l'allenatore c'è un altro tormentone nel mondo violaTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 00:00Copertina
di Tommaso Loreto
per Firenzeviola.it

La "carta bianca" di Paratici: oltre l'allenatore c'è un altro tormentone nel mondo viola

Già nel 1700, in Francia, circolava il concetto della cosiddetta “Carte blanche”. Letteralmente tradotto si tratterebbe di un “biglietto vuoto”, sul quale sostanzialmente poter scrivere liberamente a conferma di un pieno potere discrezionale. La premessa per indirizzarsi verso uno dei ritornelli o tormentone del momento, visto che in mezzo al casting per un nuovo allenatore (o alla conferma di quello attuale) e a prestazioni disarmanti come quella di Roma uno degli argomenti più gettonati è legato ai margini di manovra che potrà avere Paratici nella sua (attesissima) rivoluzione estiva.

Quale libertà di movimento?
E mentre si sprecano le indiscrezioni su come e quanto il ds abbia intenzione di ricostruire il mondo viola, con nuove figure che riguardino non solo il campo, ma anche per esempio la gestione del Viola Park, lo staff medico e quello tecnico intorno alla squadra nonché il comparto comunicazione, continua a rimbalzare la domanda delle domande: “Sì ma quanta libertà di movimento avrà Paratici?”. Perchè poi, in assenza di indirizzi chiari o certi anche per via di una salvezza ancora non aritmetica, la percezione generale che dentro il mondo viola il nuovo dirigente possa avere dei paletti imposti evidentemente resiste e persiste.

Strategia attendista
Difficile su questo piano mantenere certezze sul clima attuale, di certo l’avvento di Paratici seppure propedeutico a molti cambiamenti non ha sortito altrettante immediate modifiche. La gestione come minimo confusionaria del caso Kean è lì a dimostrarlo, mentre la stessa prestazione dell’Olimpico fin troppo in linea con la debacle di Udine ha riportato d’attualità un atteggiamento in campo evidentemente impossibile da cancellare in maniera definitiva. Questo non significa che Paratici non stia agendo, i numeri del girone di ritorno sono lì a dimostrare anche il suo impatto nello spogliatoio, ma forse racconta di come il ds in primis (inevitabilmente costretto a rinunciare a un confronto diretto con la proprietà attualmente abbastanza distante dalle vicende calcistiche della Fiorentina) abbia deciso di attendere prima di rivoluzionare un po’ tutto.

Scenari imprevedibili
Senza girarci troppo intorno pure le parole riferite sul corteggiamento della Roma, seppure di maniera, han fatto pensare a molti che Paratici voglia tenersi aperte altre eventualità nel caso in cui in casa viola percepisse di non avere la famosa carta bianca. In uno scenario del genere verrebbe da chiedersi quale logica potrebbe spingere la Fiorentina a chiamare un dirigente di questo spessore nel momento più difficile salvo poi negargli pieni poteri in fase operativa, ed è poi per questo che alla domanda in questione non è giusto dar risposte ora. Si tratterebbe di un harakiri incomprensibile e dal coefficiente di rischio altissimo, motivo per il quale c’è poco altro da fare se non attendere. La scelta dell’allenatore in primis, ma pure le mosse seguenti di un Paratici che tutti si augurano possa operare realmente senza troppi vincoli e soprattutto con quella fantomatica “carta bianca” sulla quale tutti sperano di vedere soltanto l’autografo del ds.