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LIVE presentazione "La Partita della Storia" - Sala: "Vogliamo vedervi allo stadio". " D'Aversa: "Grazie per far rivivere un momento storico"
ieri alle 09:55Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Dall'inviata alla conferenza stampa Elena Rossin

LIVE presentazione "La Partita della Storia" - Sala: "Vogliamo vedervi allo stadio". " D'Aversa: "Grazie per far rivivere un momento storico"

Il Torino Football Club, l'Associazione Ex Calciatori Granata Onlus e U.G.I. ODV presenteranno fra poco l'evento "La Partita della Storia" del 16 maggio, nel ricordo dello Scudetto vinto nel 1976.Presenti per il Torino Fc il direttore operativo Alberto Barile e il tecnico Roberto D'Aversa, per l'Associazione Ex Calciatori Granata Onlus Serino Rampanti, Giuseppe Pallavicini e Claudio Sala e il professor Enrico Pira presidente di Casa UGI ODV e medico.

L'evento il 16 maggio inizierà con l'apertura dei cancelli verso le ore 13,30 e saranno presenti una novantina di giocatori. Prima, alle 14, ci sarà una partita dei ragazzi di Casa Ugi, alla quale sarà devoluto l'incasso, e poi alle 15 quella degli ex calciatori dello Scudetto, dalla durata di 35 minuti per tempo. Vista l'età e qualche acciacco di quei campioni giocheranno anche altri che hanno indossato la maglia granata più di recente come Asta, Nicolato, Ferrante, Fuser, Rosina, Mezzano, Semioli, Vives, Gomis in tutta saranno circa una trentina che scenderanno in campo. Saranno presenti anche cantanti: Liboni, Oscar degli Statuto e il gruppo dei Sensounico e sono stati invitati pure personaggi dello spettacolo, Ghione e Chiambretti e dello sport, Marco Rossi il ct dell’Ungheria e Sonego. Durante l’evento saranno premiati Bonesso, Dossena e Torrisi, i tre calciatori che permisero la rimonta nello storico derby del 3 a 2. Poi i calciatori si sposteranno in un ristorante per un pranzo conviviale. Da domani la vendita dei biglietti: 10 € per le tribune, 5 per i distinti e 1 per gli Under 16. Sulla base di come andrà la prevendita sarà valutata anche l’apertura di altri settori. Il Torino Fc sta parlando con la Lega Calcio e con il Cagliari per, se fosse possibile, evitare la contemporaneità con la partita Cagliari-Torino.

Alberto Barile: "Vorrei ringraziare mister D'Aversa che ci onora della sua presenza. L’evento ha una finalità benefica, il ricavo andrà alle iniziative di Casa UGI. Noi come club siamo onorati di essere coinvolti per questa iniziativa, in collaborazione con gli sponsor. Un progetto sposato subito dal presidente Cairo”.

Roberto D'Aversa: "Innanzitutto ci tenevo, in rappresentanza di tutti i ragazzi, nonostante abbiamo l’allenamento di essere presenti in quest’occasione importantissima. Quel giorno, molto probabilmente saremo impegnati nella trasferta di Cagliari. Ci tenevamo a ringraziarvi e soprattutto a farvi i complimenti (rivolto agli ex calciatori, ndr), perché far rivivere momenti storici di questo club penso che sia opportuno e bello e, magari, può aiutare a ricreare quell’entusiasmo che questa piazza, secondo me, deve cercare di riavere. Parlavo prima con Venera (il responsabile della comunicazione del Torino fc, ndr) di Gigi Radice, l’allenatore dell’epoca, che ho avuto e mi ha dato tanto sotto l'aspetto tecnico e soprattutto umano e per questo mi fa piacere ricordarlo. Oggi come oggi, come anche in passato, penso che il calcio e la tattica siano molto importanti, ma a fare la differenza è sempre lo spessore umano. Ci tenevo a ricordare Radice e a presenziare oggi a quest’evento e mi auguro di poterci essere insieme anche ad altri ragazzi. E ci tenevo a farvi i complimenti perché avete fatto una grandissima cosa e portato il Torino a livelli altissimi e ancora oggi si parla di quel Torino e quindi dovete essere fieri di quello che avete creato. Complimenti per ciò che avete fatto e per far rivivere quell’avvenimento importante e mi auguro che potremmo esserci anche noi, grazie ancora".

Claudio Sala: "L'avvenimento era partito con l'idea non dico di far giocare tanti di noi, ma almeno qualche minuto a chi aveva partecipato alla conquista dello Scudetto. Poi abbiamo visto le date di nascita e la mia è il 1947 e quindi ho quasi 80 anni, Santin ne ha 79, Castellini 80 e abbiamo detto che non era il caso, lasciamo perdere e cerchiamo delle cose diverse rispetto a quelle di poterci allenare e poi dare spettacolo in questo stadio che ci ha visto vincere uno Scudetto. E' stato uno scudetto inaspettato, abbiamo avuto un allenatore come Radice che è stato bravo a creare un gruppo nel quale ha eliminato la vecchia guardia e ha inserito giocatori come Patrizio Sala e Pecci che avevano 20 anni, mentre io ne avevo un po’ di più e infatti dico sempre a loro che hanno avuto la fortuna al primo anno di centrare lo Scudetto. Io invece prima di riuscirci ci ho messo 8 anni: l'ho sfiorato parecchie volte, ma ero arrivato sempre secondo e sempre dietro alla Juventus, purtroppo.  In una città dove ci sono Juventus e Torino non è facile vincere i campionati, soprattutto per la squadra che hai di fronte nella tua città. E’ stato inaspettato quello Scudetto, siamo andati a cinque punti dalla Juventus e poi in tre partite, derby compreso, quei cinque punti li abbiamo mangiati e siamo andati avanti di sei con un punto di vantaggio e abbiamo portato a compimento la vittoria dello Scudetto. Quello che doveva essere una festa per il Toro non è mai una festa: avevamo fatto solo vittorie casalinghe e poi siamo caduti pareggiando in casa col Cesena nell’ultima partita e se la Juventus avesse vinto saremmo andati allo spareggio. Spareggio che speravamo di fare l'anno dopo perché vincemmo lo Scudetto approfittando di tre sconfitte della Juve, ma la nostra squadra fece meglio dell’anno precedente. Avevamo un allenatore come Radice che ci spronava e ci diceva sempre “ragazzi adesso che abbiamo vinto ci imborghesiamo tutti e quindi questa squadra non farà più niente”, ma invece gli abbiamo dimostrato di fare 5 punti in più dell'anno precedente e di perdere uno Scudetto a 50 punti su 16 squadre e quindi siamo riusciti a centrare quest’obiettivo che sicuramente non era facile. Radice poi ci ha fatto i complimenti perché non pensava che potessimo fare tanto. Ma purtroppo la realtà è stata questa.
Vi ringrazio e cerchiamo di portare tutti avanti questa partita. Vi vogliamo vedere in parecchi allo stadio. Abbiamo invitato tutti, l’Associazione non mi ha mai fatto lavorare come per quest’occasione. Sono uno di solito abbastanza tranquillo, ma ogni volta che ricevevo la telefonata mi chiedevano se non ero ancora arrivato in ufficio però ci stavo andando.
Vi racconto una cosa particolare, quando sono arrivato al Torino non conoscevo la sua storia, avevo un padre tifoso dell’Inter che mi portava sempre a San Siro a vedere i nerazzurri di Moratti padre e quindi sono nato tifoso dell'Inter, ma quando ho conosciuto la storia del non si poteva voler male ad una squadra come il Toro. Sono stati vinti 5 Scudetti consecutivi, cosa mai successa e noi abbiamo cercato di vincerne un secondo l’anno dopo. Due anni di seguito nessuna squadra, tranne Inter, Milan, Juve e Napoli, dopo ci è riuscita. Siamo qui per dimostrarvi quello che era l'attaccamento. Quando sono arrivato al Torino ho trovato 9 giocatori cresciuti nel settore giovanile, Sattolo, Poletti, Fossati, Puia, Agroppi, Cereser, Ferrini, Rampanti e Pulici e quindi questa è la storia di una squadra che cercava un’identità e di fare sempre bella figura e di cercare di non perdere soprattutto una partita: il derby. Quello era il nostro obiettivo perché poi in classifica arrivavamo sesti, settimi, ottavi, ma poi piano piano con il mito del Grande Torino siamo riusciti a conquistare uno Scudetto e mezzo l’anno dopo.
Vi ringrazio della presenza e ci vedremo su questo campo il 16 maggio. Ho parlato con Pulici che è entusiasta della cosa e gli ho detto che se non veniva andavo a prenderlo io in macchina perché deve essere assolutamente qui. Ha qualche problema con la moglie che non sta tanto bene, ma mi assicurato che ci sarà. Graziani ci deve dare ancora una risposta. Fare una partita senza che io abbia i miei “gemelli” insieme sarebbe stato diverso".

Roberto D’Aversa: “Vi auguro buon proseguimento (il tecnico del Torino si congeda, ndr) e vi aspetto (rivolgendosi agli ex giocatori, ndr) al campo d’allenamento perché la vostra presenza al campo è importante per far capire alla squadra l’importanza di questo club, grazie”.

Alberto Barile: “Vi presento il professor Enrico Pira che è il presidente di Casa UGI oltre ad essere un importante medico che svolge questo ruolo istituzionale nei confronti di una onlus che è nostro charity partner da tanti anni, iniziammo questo percorso insieme più di dieci anni fa. Un percorso che ci ha visto allargare gli spazi anche ad altri soggetti tra i quali Suzuki, che è qui presente, e che ringrazio perché sarà uno dei partner di questo evento. L’evento che stiamo organizzando insieme all’Associazione ex calciatori ha una finalità totalmente benefica e tutto il ricavato sarà donato a Casa UGI. Ora lascio la palla al nostro Rampanti che è un grande motore di questa iniziativa. Noi come club siamo un aiuto, logistico, pratico,  organizzativo e nella collaborazione con gli sponsor, e siamo onorati di essere stati coinvolti. Vorrei ringraziare anche i nostri dipartimenti interni dalla segreteria generale all’ufficio marketing  e quelli commerciale e digital che sono dentro a questo progetto che è stato spostato in prima linea dal Presidente”.     

Rosario Rampanti: “Vorrei ringraziare anche gli altri motori Claudio Sala e Giuseppe Pallavicini. Abbiamo avuto la responsabilità dal nostro consiglio direttivo di portare avanti questo evento. E’ da sottolineare che si tratti di un evento benefico. Festeggiamo i 50 anni dello scudetto e chi nel settore giovanile ha vinto scudetti, sono tanti. Avremo la presenza di almeno una novantina di giocatori, evento grandioso secondo noi. Ringrazio il Torino Fc, che si è reso disponibile subito ad aiutarci. Senza l’aiuto di una grande società noi non avremmo potuto affrontare tutti i problemi che possono subentrare quando ci si avventura in una cosa così grande. Ringrazio Joma che ci ha accompagnato nel far nascere delle maglie per l’evento, che diventeranno storiche. La Joma ci ha dato la massima disponibilità e ci ha aiutato molto. Ringrazio anche Beretta e Suzuki che con un piccolo gesto, che per noi è molto significativo, ci aiutano in questa avventura. E tutte le persone qui presenti che ci stanno aiutando per organizzare il tutto. Attraverso questo evento benefico a favore di Casa UGI festeggiamo i 50 dello Scudetto donando ai bambini qualcosa di noi. Non dimentico tutti i settori del Torino che si sono resi disponibilissimi a aiutarci. L’evento comincerà all’ora di pranzo, proseguirà con una partita dei ragazzini di Casa UGI, una sorta di avanspettacolo come accadeva ai nostri tempi che prima della partita ufficiale ve ne era un’altra. L’intervento di tre cantanti, Liboni, Oskar degli Statuto e il gruppo dei Sensounico. Vedremo la scaletta, certe tempistiche e alcuni particolari li stiamo mettendo a punto. Tra l’intervallo della partita dei grandi e dei bambini premieremo i tre giocatori che fecero storia in quella grande rimonta di quel famoso derby del 3 a 2: Bonesso, Dossena e Torrisi. Dopo i giocatori si ritroveranno in un ristorante, dove abbiamo prenotato anche l’albergo, per stare ancora in compagnia. La giornata sarà quindi organizzata in questo modo. Mi fa piacere che sia qui presente il presidente di Casa UGI.
Tengo a sottolineare che sarebbe molto stupido se qualcuno facesse polemiche in una giornata del genere. Le polemiche lasciamole da parte, per favore, e pensiamo a realizzare al meglio questo evento storico. Speriamo che a questo evento partecipino tutti quanti, nessuno escluso. Grazie”.

Enrico Pira: "Grazie a voi per l’invito e per l’iniziativa che ci vede coinvolti. UGI è un’organizzazione di volontariato quasi storica, è in essere da oltre 40 anni e da oltre 20 anni si è oltremodo sviluppata con la creazione di Casa UGI, con il centro di raccolta e mille altre iniziative sempre di volontariato assumendosi anche grandi responsabilità come, ad esempio, all’inizio della Guerra in Ucraina sono arrivate 50 famiglie che avevano bambini che facevano la chemioterapia in cantina perché erano al fronte e le abbiamo accolte con l’aiuto della Regione per la gestione ed è andato tutto bene. Questa iniziativa che porterà dei finanziamenti è molto ben accetta. Il profilo che mi interessa è il coinvolgimento e della gioia dei ragazzi. Dieci anni fa eravamo qui in questa sala per celebrare la creazione del progetto della squadra Torino Fc Ugi: una squadra di ragazzi e ragazze o guariti o in fase di guarigione da tumori infantili. Questo è uno dei nostri mandati perché noi ci occupiamo di tutto: siamo un’organizzazione di genitori per i genitori. I membri del direttivo e il presidente sono genitori che hanno avuto l’esperienza di un figlio con un tumore in età pediatrica. A volte va bene e altre purtroppo no, ma anche come nel mio caso che è andata molto bene rimane addosso un qualche cosa che che non si dimentica mai più. E viene spontaneo, un senso del dovere, di fare qualche cosa per gli altri, organizzandosi per la comunità. Allora l’iniziativa propostaci è stata perfetta. Negli ultimi 30 anni di tumori in generale e in particolare di quelli infantili si guarisce in una percentuale elevata, specie in quelli del sangue. Nasce poi fortunatamente un secondo problema: reinserire i ragazzi che hanno superato questa prova in un tessuto sociale con una partecipazione che è sempre un po’ condizionata dallo stigma che si portano dietro. Il primo problema è psicologico per chi lo ha vissuto. Dobbiamo far sentire questi ragazzi persone normali, più che normali. Così abbiamo investito nel “Progetto Ponte”, questo è il nome che gli abbiamo dato, che trasferisce al dopo l’idea di utilizzare lo sport come veicolo per superare queste barriere. La proposta del Torino quindi ci ha reso felici perché è qualcosa di estremamente diverso. Avere una squadra importante, importantissima, storica che offre la possibilità di dare un ruolo ufficiale ai ragazzi, farli giocare, allenarli e portarli in giro a fare tornei, genera grande gioia e chi non ci sta vicino non ha idea di quanto grande sia questa gioia e quanta partecipazione generi sia in chi gioca sia in chi lo potrà fare. Quando facciamo “La partita più bella del mondo” a Canale D’Alba, è diventato un torneo che si sta allargando a livello internazionale, la radiocronaca, fatta da radio UGi, che noi trasmettiamo in ospedale fa sì che i bambini ricoverati smanino dalla voglia di guarire per essere inclusi in squadra. Questo è il senso del gioco del calcio, senza le risse in tribuna dei genitori che vogliono dei piccoli Maradona o dei piccoli Claudio Sala. Ma vogliono vedere i ragazzi che corrono. Quando abbiamo fatto qualche anno fa un torneo al Filadelfia il 2 giugno, abbiamo un capitano che è simpaticissimo, io stavo in panchina in quanto Presidente, ed è arrivato questo ragazzo pelato e gli ho chiesto se era stanco e lui mi ha detto che poter correre col sole in fronte era fantastico. Queste sono le cose che ci avete dato e poi ce ne sono altre.
Quando Claudio Sala prima elencava i giocatori che hanno fatto gol e richiamava lo spirito che ha sempre contraddistinto il Torino, coesione, passione i colori, francamente pensavo che ci sono delle similitudini, anche se un po’ forzate, con la nostra squadra. Non era una squadra, ma parlava di una famiglia formata con i suoi compagni di gioco per come erano stati inseriti e plasmati da lui, il poeta, e dai due “gemelli del gol” che segnavano. Questa è una cosa bellissima ed è la stessa cosa che vedo nei nostri ragazzini: sono coesi, stanno bene insieme, hanno l’idea che volendo e impegnandosi si fa. Questa idea unita al fatto di essere non come i loro coetanei, ma di più e di essere nelle giovanili di in una grande squadra di calcio è una cosa meravigliosa. Due anni fa, alla festa di Natale al centro commerciale, siamo andati nella giornata delle giovanili del Torino e loro erano lì ed erano giocatori delle giovanili del Torino: questo è un traguardo impagabile. Ringrazio infinitamente per continuare a supportarci in quest’iniziativa e sicuramente anche il 16 maggio sarà un trionfo”.

© foto di Elena Rossin
© foto di Elena Rossin
© foto di Elena Rossin
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