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Dalle parole dopo l'AEK al megafono-gate: Dzeko-Fiorentina, un'avventura 'solo' extracampoTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 08:30Serie A
di Niccolò Righi

Dalle parole dopo l'AEK al megafono-gate: Dzeko-Fiorentina, un'avventura 'solo' extracampo

"Volevo tornare in Italia e avevo solo la Fiorentina in testa". Si era presentato così il primo acquisto estivo Edin Dzeko ai media presenti al Viola Park. Sei (dimenticabili) mesi dopo la sua avventura a Firenze è già finita. Dopo un serrato testa a testa tra il Paris Fc e lo Schalke04, nella giornata di ieri il bosniaco ha deciso di accettare la proposta dei tedeschi e di trasferirsi a titolo definitivo a Gelsenkirchen. Alla Fiorentina dovrebbe arrivare un indennizzo simbolico. Sarà un ritorno in Germania per Dzeko - che ha già giocato nel Wolfsburg - in un club di Zweite Bundesliga che è al primo posto in classifica. Le parole in Conference e il megafono-gate Non si può combattere padre tempo, nemmeno se si è un Peter Pan come Edin Dzeko. Tornato in Italia all'alba dei suoi 40 anni, la parentesi viola del Cigno di Sarajevo non sarà destinata a passare alla storia. Almeno non per quanto successo in campo. "Possiamo dire che facciamo ca**re? Sì è vero ma non è possibile che dopo ogni episodio contrario i tifosi ci fischino. Io magari domani non ci sarò, ma tanti di questi ragazzi sì. Non giochiamo bene lo so, però durante la partita così non va", l'attacco ai tifosi che arrivò dopo la gara di Conference League persa contro l'AEK Atene. Pochi giorni dopo, con la Fiorentina ancora sconfitta a Bergamo e contestatissima per l'ultimo posto in classifica, Dzeko decise di farsi portavoce della squadra e andare a dialogo con i supporters gigliati brandendo un megafono: quella, più di tutte le altre è forse l'immagine simbolo della disastrosa prima parte di stagione della Fiorentina. I numeri Nella sua esperienza a Firenze, Dzeko ha disputato 18 presenze tra campionato e Conference League, ma soltanto 8 di esse da titolare. Ha siglato due gol, entrambe in Europa: una nel preliminare contro gli ucraini del Polissya e una nella fase di campionato contro gli austriaci del Rapid Vienna. Nelle ultime settimane non è neanche mai andato in panchina a causa di un infortunio al piede che lo sta tenendo fuori da inizio anno.