tmw / fiorentina / Altre Notizie
Lutto nel Calcio, addio a William (Bardo) Barducci.
Ci ha lasciato ieri William Barducci, calciatore e allenatore.
Avrebbe compiuto 70 anni il 5 giugno. Era nato a Sant’Arcangelo di Romagna, cresciuto nella Sammaurese, attaccante rapido, di quelli che in area vedono un secondo prima degli altri. Si fece notare a Bellaria, tanto da arrivare nel 1977, a 21 anni, alla Fiorentina.
In Serie A non esordì mai, ma in Coppa Italia lasciò un segno sorprendente: 6 partite, 3 gol. E soprattutto una notte che resta la sua piccola eternità.
È il 14 maggio 1978.
L’aria sa già di Mondiale argentino. A San Siro l’Inter, che poi vincerà la Coppa, è avanti 2-0 a dodici minuti dalla fine. Sembra finita. Ma al 78’ Caso mette un cross morbido, Barducci ci arriva in tuffo, di testa, come si faceva una volta, e batte Cipollini. All’84’ un contropiede: Rossinelli entra, tira, il portiere respinge, e Barducci arriva lì dove arrivano gli attaccanti veri, quelli che fiutano la grande occasione.
È 2-2. Il suo momento più alto. Segnerà anche al Torino, nel 2-0 per i viola. Ma la sua avventura al massimo livello finisce lì.
Nell’estate ’78 passa al Livorno e comincia una lunga vita da professionista in Serie C, un calcio meno elegante ma più vero. A Montecatini e Spezia resta affidabile, ma è a Lucca che trova la sua dimensione: 54 presenze, 20 reti, la continuità di chi non tradisce mai la partita. A Fano contribuisce alla vittoria del campionato di C2, poi chiude tra Pontedera e Faenza, sempre con la stessa serietà.
Da allenatore fa bene proprio a Faenza, dal 1989 al 1991. Fa benissimo a Gualdo: nel 1992 porta il club alla prima storica promozione tra i professionisti. Sarà la sua ultima panchina da capo allenatore. Poi il lungo lavoro da secondo accanto a Corrado Benedetti, e negli ultimi anni il ritorno alle radici: le giovanili della Sammaurese. Un cerchio che si chiude, come succede alle storie che hanno avuto senso.
Le nostre condoglianze ai famigliari.
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






