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Prandelli: "L'Italia è sulle spalle di Gattuso, quelle migliaia di chilometri possono aiutare"
L'allenatore Cesare Prandelli ha parlato a margine dell'evento alla Alberto Di Chiara Academy a Scandicci, in provincia di Firenze. Le sue riflessioni partono dal momento delicato della Fiorentina: "Bisogna amarla, soprattutto in questo momento. Senza polemiche e stando uniti, dando la possibilità all'allenatore di preparare le partite con serenità. Non entro nelle dinamiche, bisognerebbe tornare a mesi fa e a cosa è mancato, ma anche al lutto troppo importante avvenuto per la società e per la famiglia Commisso. Dobbiamo creare un clima più sereno, spesso capita che i giocatori si sentano solo e a Firenze non deve mai succedere. E le valutazioni vanno fatte assolutamente alla fine della stagione, non ora".
Domenica c'è Fiorentina-Parma, una partita speciale anche per lei. Che sfida sarà?
"Il Parma sta compatto e non ti dà possibilità di trovare spazi oltre la linea difensiva. Serve pazienza e un'idea ben precisa per verticalizzare".
Cosa pensa che potrebbe dire Vanoli prima di una partita così?
"Ognuno ha il suo modo di aiutare i giocatori. Io ricordavo spesso che stiamo facendo il nostro lavoro, nulla di più. Di mettere in pratica le cose provate in allenamento anche in partita ed essere pronti in caso di varianti. Ma soprattutto cercare di far arrivare la squadra con poca ansia. Capisco che questo momento sia lungo e non sia stato risolto, ma bisogna aiutare la Fiorentina".
La Fiorentina si giocherà le carte per la salvezza fino in fondo?
"Le prossime due, intanto, Parma e Cremonese. Poi vedremo".
La Nazionale è sulle spalle di Kean?
"L'Italia è sulle spalle di Rino Gattuso, che sta facendo migliaia di chilometri per stare vicino ai suoi giocatori. E questo aspetto familiare può essere la carta vincente".
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