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Diamanti riflette: "Gli allenatori devono ricreare il calcio di strada. Prima erano dei padri..."TUTTO mercato WEB
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Oggi alle 18:09Serie A
di Yvonne Alessandro

Diamanti riflette: "Gli allenatori devono ricreare il calcio di strada. Prima erano dei padri..."

"Nei miei principi non cambierò mai, posso adattarmi per parlare alle nuove generazioni, ma i valori devi darli te. E serve tempo". Ha esordito così Alessandro Diamanti, ex Bologna e Atalanta tra le altre, nel podcast di Macron Media House 'Campus Talks'. "Il talento in Italia c'è ancora. Chiediamoci se ci sono persone, allenatori, disposti a investire tempo sulla risorsa umana. Bisogna insegnare a saper stare al mondo. Quello è lo sport. Torniamo alle risorse umane", l'appello dell'ex calciatore, ritiratosi nel 2023. 'Alino' ha parlato anche della sua formazione da calciatore fin da piccolo: "Sono nato in un campo da calcio. Mio nonno aveva uno tra i centri sportivi più grandi della Toscana, mio padre allenava. Quando uscivo da scuola andavo all'una al campo, rimanendo fino alle otto di sera quando mia nonna mi richiamava. Dai quattro anni ai quindici vivevo così: scuola-calcio. Due elementi che possono andare insieme: al campo impari a stare al mondo", ha fatto notare. "In un campo di calcio si imparano valori che ti portano a essere una buona persona", a proposito di quanto questo sport vada al di là del semplice gioco a pallone. Ma al giorno d'oggi si parla di tutt'altro: "La generazione è diversa. Io sono stato fortunato, tutti i giorni stavo con 50 persone anziane che ti insegnavano cose incredibili. Ora che cresco non dirò mai che 'Ai mie tempi...', perché la generazione è cambiata". E allora Diamanti arriva al punto, ossia che manca quel calcio di strada con il quale sono cresciute tante generazioni di talenti: "Gli allenatori devono cominciare a ricrearla (la strada, ndr). Divertitevi, spaccatevi tutti, come facevamo noi, senza regole. Non è giudicare, questo è il mio pensiero". E la sua esperienza in panchina è un esempio che ha voluto condividere: "Io ho allenato gli U23 ed erano tutti sotto età in Australia. Non lo sanno che qualche atteggiamento in campo non va bene. A me le hanno insegnate le cose di campo. Prima gli allenatori erano padri, oggi non so se lo sono", la riflessione del 42enne. "L'informazione la avevi, poi stava a te se capire o meno. Non devi partire dal fatto che non lo fa. Dagli l'informazione e poi la pretendi".