L'Iran si ritira dai Mondiali? Cosa dicono le regole FIFA sulla sostituzione
L'Iran potrebbe non partecipare ai prossimi Mondiali di calcio. Vanno in questa direzione le recenti dichiarazioni del ministro dello Sport iraniano Ahmad Donjamali. Un'eventualità già ipotizzata nelle ore immediatamente successive agli attacchi di Israele e Stati Uniti, specie considerando che la rassegna iridata si giocherà proprio negli USA (insieme a Canada e Messico). L’Iran, peraltro, dovrebbe disputare tutte le partite del proprio girone su suolo statunitense, con due partite (Nuova Zelanda e Belgio) a Los Angeles e una (Egitto) a Seattle. Molto dipenderà, ovviamente, dagli sviluppi politici nell'area, ma lo scenario è a oggi ancora più concreto.
Cosa succede a chi si ritira? La questione è disciplinata dall’articolo 6.2 del regolamento dei Mondiali, che prevede una sanzione da 250.000 franchi nei confronti delle nazionali che si ritirino almeno 30 giorni prima dell’inizio della competizione, e di 500.000 franchi per chi si dovesse ritirare più a ridosso della rassegna iridata. Chi si ritira, inoltre, dovrebbe rimborsare alla confederazione mondiale “il contributo per la preparazione della squadra, nonché qualsiasi altro pagamento di contributi correlato al torneo ricevuto dalla FIFA”.
Non è la prima volta che la federcalcio mediorientale rischia di non partecipare alla rassegna iridata. Per motivi diversi, l’Iran aveva già rischiato l’esclusione sia nel 2018 sia nel 2022. Nel primo caso pesava la vicenda di Masoud Shojaei, centrocampista tra i protagonisti della qualificazione, ma anche attivista, escluso per mesi dalla nazionale con il sospetto di motivi politici dietro questa decisione. La questione si risolse con la sua convocazione e partecipazione ai Mondiali, seppur con una comparsata da 67 minuti (nonostante la fascia al braccio) nella gara vinta sul Marocco. Quattro anni dopo, invece, a fare notizia fu il divieto di accesso a circa duemila donne, tutte con regolare biglietto, per la partita giocata con il Libano a Mashhad, città nel nord-est dell’Iran, con tanto di utilizzo dello spray al peperoncino nei loro confronti. Anche in quel caso la situazione rientrò nelle settimane successive. Oggi, però, è l’Iran che potrebbe decidere di non partecipare, e questo cambia ovviamente tutto.
Chi verrebbe ripescato? Fermo restando che a oggi l’Iran resta formalmente qualificato ai Mondiali, e che difficilmente una scelta sarà presa in termini rapidi (giova ripeterlo: le priorità sono altre), le regole della FIFA al riguardo sono molto vaghe. In particolare, l’art. 6.7 non fissa alcun criterio: “Qualora una Federazione Membro partecipante si ritiri e/o venga esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 26, la FIFA deciderà in merito a propria esclusiva discrezione e adotterà tutte le misure ritenute necessarie. La FIFA potrà decidere di sostituire la Federazione Membro partecipante in questione con un’altra associazione”. La scelta, insomma, sarebbe a totale discrezione della FIFA.
Ma ci sono precedenti? A livello di grandi competizioni sì, ma riguardano gli Europei 1992, vinti dalla Danimarca, che vi partecipò dopo l’esclusione dell’appena disciolta Jugoslavia. Si trattava, però, di norme UEFA. Nel caso dei Mondiali non esistono precedenti recenti: nel 1950 si ritirarono ben quattro nazionali (India, Turchia, Scozia e Francia che era stata “qualificata” al posto della Scozia), tra questioni politiche e difficoltà economiche. Alla fine nessuna di esse venne rimpiazzata, ma è evidente che si tratti di altri tempi: oggi sarebbe difficile immaginare un mondiale “monco”. La scorsa estate, invece, c’è stato il caso del Leon, escluso dal Mondiale per club per aver violato le norme sulla multiproprietà. Pur trattandosi di competizioni diverse, dà un’idea di come potrebbe comportarsi la FIFA: nel 2025 ha organizzato uno spareggio tra il Los Angeles FC (battuto dal Leon in finale di Champions League nord-centro americana) e l’America, la prima squadra messicana non qualificata al torneo. È per questo che ha poco senso immaginare eventuali ma improbabili ripescaggi dell’Italia - a oggi comunque in corsa per qualificarsi di suo -, già ipotizzati nel 2022. Più realistico credere che la FIFA segua un criterio “geografico”: l’Iraq (prossimo a partecipare allo spareggio intercontinentale con avversario ancora da definire) ha già chiesto il rinvio dei playoff per le evidenti difficoltà logistiche. Se il ritiro dell'Iran diventasse ufficiale già nelle prossime ore, la qualificazione diretta potrebbe diventare realtà, con gli Emirati Arabi Uniti a quel punto destinati allo spareggio. Se invece la questione si dovesse prolungare e il ritiro arrivare più tardi, è possibile che Zurigo scelga di portare la nazionale perdente nello spareggio intercontinentale.











