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Verona, Zanzi: "Situazione di classifica difficile, ma nessuno alza bandiera bianca"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 15:57Serie A
di Daniele Najjar

Verona, Zanzi: "Situazione di classifica difficile, ma nessuno alza bandiera bianca"

Si è chiuso il mercato di gennaio e in casa dell'Hellas Verona sono stati giorni intensi e complessi, che hanno portato all'esonero del tecnico Paolo Zanetti, con la panchina affidata ad interim all'allenatore della Primavera, Paolo Sammarco. Il presidente esecutivo del club gialloblu, Italo Zanzi, ha indetto una conferenza stampa per le ore 15 di oggi. Segui qui su TuttoMercatoWeb.com la diretta testuale delle sue parole. Ore 15.02 inizia la conferenza. Se la società non reinveste c'è qualche problema, anche se c'era un buco pregresso di 40 milioni di euro. Com'è la salute della società? Perché Presidio non ha investito preventivamente per evitare la retrocessione? "Non è vero che non abbiamo reinvestito, al contrario, nel mercato estivo e invernale abbiamo investito 35 milioni di euro. Nel calcio come sapete non è sempre la cifra ad essere determinante. Il progetto è sempre basato sulle decisioni responsabili da prendere, non dipende dalla classifica, con massima fiducia nel direttore sportivo. Ora siamo in una situazione di classifica difficile, ma nessuno sta alzando bandiera bianca. Non è che siamo già retrocessi". In modo signorile non avete mai parlato dei problemi economici pregressi che avete ereditato. Perché però questi soldi incassati dai vari Coppola, Giovane e gli altri non sono stati reinvestiti adeguatamente? "Ogni euro che noi prendiamo, anche dal mercato, è stato reinvestito nel club. Non è uscito un euro. Poi noi lo vediamo come un progetto a lungo termine. Nel calcio c'è la tentazione di prendere dei rischi anche sbagliati. Riteniamo che la nostra responsabilità principale sia che il Verona abbia una vita lunga, buona, non farci prendere dal panico e iniziare a spendere in una forma che a lungo termine può fare anche più danni che benefici". Ha parlato di progetto a lungo termine. Ma siete pronti anche in caso di retrocessione? "Prima di tutto oggi pensiamo a salvarci. Se dovesse accadere altro saremo pronti a lottare subito per tornare in Serie A. Ma non pensiamo a questa cosa. Presidio c'è. Questo progetto è a lungo termine. Ci sono tante società che hanno speso un sacco di soldi e lo stesso sono retrocesse. Noi quando siamo arrivati non abbiamo detto che sarebbe stato sicuro rimanere in Serie A, ma che era un obiettivo. Poi c'è anche il campo, dove ci può essere un autogol, un passaggio sbagliato, ma con 4-5 punti in più i discorsi sarebbero diversi. Niente alibi, solo per dire che il calcio non è una cosa lineare, non ci sono cose che, facendole, assicurano un risultato sicuro. Rimaniamo molto fiduciosi sul nostro progetto a lungo termine ed anche per questa stagione". Sammarco ad interim: la sua permanenza dipende dalla gara di venerdì? "Non è stata una scelta facile, Zanetti ha dato tutto per questa squadra, è un bravo allenatore e gli auguriamo tutto il meglio. A volte nel calcio per cambiare la situazione bisogna fare un cambio. Abbiamo seguito quotidianamente la squadra, anche quando c'erano sconfitte ritenevamo che l'atteggiamento fosse giusto, così come lo spirito. Fino a quando abbiamo visto che mancava qualche cosa e abbiamo condiviso questa scelta, principalmente noi della società con Sean (Sogliano, n.d.r.) di fare un cambio. Sammarco per noi è la scelta giusta. In questi momenti non si cerca uno che dia un'immagine. Noi dobbiamo vincere e per farlo lui è la scelta giusta. Una persona di questa società, che conosce Verona, ha giocato in Serie A, conosce bene l'ambiente, è pronto subito. Abbiamo fatto una scelta velocissima, non possiamo aspettare che venga qualcuno che magari non abbia la voglia di venire qua e lottare. Abbiamo fatto sondaggi con altri allenatori, ma alla fine dobbiamo vincere venerdì, per questo abbiamo fatto questa scelta". Ci sono stati degli errori? Quali sentite di aver fatto? "Non penso che alcuna persona nel mondo non faccia errori. Però la volontà c'è sempre stata, abbiamo sempre messo tutto e continuiamo a farlo. A livello tecnico abbiamo avuto anche tanti infortuni e sfortuna. Errori a livello di progetto quindi no. Ovviamente guardando indietro a posteriori è sempre facile dire: 'Se giocava uno o giocava l'altro, sarebbe andata diversamente'. Forse, non si sa. Non è giusto per tutti fare questo tipo di valutazioni, noi guardiamo avanti sempre". Perché non si è intervenuti prima con gli acquisti a gennaio, serviva per forza cedere prima Giovane? "Non era prevista questa situazione. Quando è arrivata penso che tutti l'avrebbero fatta. Sia la società che il giocatore. Un giocatore che è arrivato qua, ha fatto bene, un ragazzo fantastico che ha avuto una opportunità così. Non era previsto. Sapete meglio di me che comprare a gennaio non è facile. Prima tutti aspettano, è un mercato complicato. In estate nessuno sta giocando le partite, a gennaio sì. Abbiamo anche provato a fare cose prima. Dipende però anche dalla controparte, proprietaria dei giocatori. Dobbiamo essere anche consapevoli che ci servono giocatori che possano rimanere qua. In questo momento abbiamo bisogno di giocatori con caratteristiche specifiche, con voglia di lottare. Non è stato facilissimo per questo". Lei è preoccupato? "Sarei scemo a non essere preoccupato dalla classifica. Ma non sono assolutamente preoccupato dal progetto. Ora pensiamo alla partita di venerdì. Poi è giusto essere frustrati per i risultati". Perché il Verona deve sempre vendere i propri migliori giocatori o anche Cisse che non ha ancora indossato la maglia del Verona? "Non è che dobbiamo vendere ogni giocatore, è sempre legato alle opportunità ed anche alla volontà del giocatore. Che deve voler restare dov'è quando arrivano offerte importanti, non è solo la società che decide. Noi vogliamo sempre far crescere i giocatori. Noi non siamo costretti a vendere tutti, ma la realtà è che anche i giocatori meritano opportunità. Abbiamo detto no a tanti trasferimenti, queste cose magari non si riportano o non escono. Abbiamo rifiutato 5-6 offerte, anche di più". Come società avete speso una buona cifra. Ma è ancora convinto che Sogliano sia il miglior direttore sportivo in Italia e non solo? "Assolutamente". Quindi siete convinti delle cifre spese per un attaccante scozzese e un difensore delle Isole Far Oer, quindi scommesse? "Dipende da cosa intende per scommessa. Io direi che è una scommessa anche spendere di più per un giocatore che voi conoscete, ma che magari non farà meglio. O che magari non ha voglia di lottare. Ci fidiamo di Sogliano. Non è che cerchiamo giocatori che non valgono molto, al contrario. Ma cerchiamo anche formule che abbiano senso". Cos'è successo con Kouame con la Fiorentina? E cosa ci dice sul comunicato della FIGC sul passaggio di proprietà? "Sul comunicato: è una cosa che sapevamo. La nostra società è sempre stata molto trasparente con la FIGC. Hanno chiesto una integrazione, gliel'abbiamo data, noi abbiamo trovato questo accordo per chiudere una situazione senza nessuna ammissione di alcuna colpa, per andare avanti, è una cosa burocratica. Su Kouame: abbiamo visto un'opportunità per rinforzare la squadra, interessante. Abbiamo fatto tutte le cose nella forma regolare, è mancato qualche documento dall'altra parte. Ma non la vediamo come una cosa che fosse fondamentale per rimanere in Serie A o per lottare ogni giorno". Cosa è già stato fatto dentro all'Hellas Verona che magari i tifosi non vedono? "A volte non facciamo vedere le cose importanti che non si vedono in campo. La prima cosa che mi ha lasciato scioccato quando sono arrivato era la situazione a Peschiera (dove si allena il Verona, n.d.r.), dagli spogliatoi, all'area medica, di relax, abbiamo sistemato questo aspetto sotto ogni punto di vista. Ogni giocatore deve avere il posto giusto per lavorare. Poi abbiamo fatto tanto anche per i tifosi allo stadio. In termini di punti di vendita, in tutti i settori, dell'ospitalità. Per far crescere una squadra di calcio serve una crescita anche sui ricavi, non è che non conti ciò che accade fuori dal campo. E conta anche ciò che viene fatto nei confronti della città. Ci è stato detto che non siamo presenti nella città, non guardo indietro, ma dico che noi facciamo tutto il possibile per integrare l'Hellas Verona con la città. Per esempio tramite la Fondazione, poi tramite i partner che abbiamo, gli sponsor, la crescita del settore femminile, di tante attività. Queste cose le facciamo uscire tramite i social ed in altri modi, anche se i tifosi giustamente pensano prima al campo ed alla squadra". Si è parlato di ricavi. Da questo punto di vista penso che sia fondamentale evitare la Serie B. Eventualmente siete pronti alla Serie B? "Non è una cosa che vogliamo o per la quale siamo costretti a pensarci oggi. Ma se succede siamo a posto. Stiamo lavorando tutti per salvarci. Nel caso succeda, pensiamo subito a tornare in A". Quanto ha intenzione a ricapitalizzare Presidio in caso di retrocessione? E poi: è vero che a dicembre c'è stata una offerta per rilevare la proprietà? "Presidio è disponibile a sostenere il club. Fino ad ora siamo andati avanti in forma positiva economicamente e finanziariamente. Sulla seconda domanda: non conosciamo nulla a riguardo, la società non è in vendita". Ci sono risvolti per avere nuovi investitori? "Oggi non è che siamo in cerca di investitori ogni giorno. Presidio ha una mentalità aperta in caso di una opportunità strategica, nel caso non chiude la porta a nessuno, ma è una società a posto, non sta cercando investitori. A livello locale abbiamo fatto da ponte con tanti imprenditori, società, sponsor". Si è discusso della cessione di Cisse. In estate c'era stata quella di Agbonifo. Al di là che siano arrivate Milan ed Inter in quei casi, quand'è che il Verona potrà tenere questi talenti giovani? "Ci sono due cose da pensare. La prima: Sono state rifiutate tante offerte per giocatori giovani. La seconda: come dicevo, non è solo la società che decide, ma noi abbiamo sempre una strategia". Per lo stadio: a che punto siete? Cosa si sente di dire ai tifosi per la fiducia che sta venendo meno nell'ambiente? "Sullo stadio: anche se non si annuncia nulla, stiamo lavorando quotidianamente, investendo soldi e tempo, abbiamo un'ottima relazione con il Comune. Dobbiamo essere realisti, in Italia c'è un tema legato a tempo e burocrazia. Stiamo andando avanti, ci sono procedure e tempistiche da rispettare. La fiducia e l'armonia ci sono, non solo per il Verona. Per me il rischio più grosso del calcio italiano è quello di non poter concretizzare questi progetti e di non poter andare avanti veloci. La società e i tifosi lo meritano. Sulla questione tifosi: so che c'è frustrazione per la classifica, anche noi la sentiamo. Ci tengo tanto allo sforzo che fanno, anche per venire in trasferta. Anche nei momenti brutti cantano sempre, lo apprezzo tanto. Poi andiamo avanti con il progetto, sempre con loro in mente. Li ringrazio, perché è fondamentale che aiutino sempre. Ti posso dire al 1000% che gli stessi sforzi che sono fatti in campo, vengono fatti anche fuori. Lavoriamo minimo 16 ore al giorno". Scommetterebbe un euro sulla salvezza del Verona? "Non è permesso scommettere come dirigente di calcio, ma sono fiducioso. Non alzo alcuna bandiera bianca. Fino alla fine lotteremo. Non è una situazione che la società non ha vissuto prima. Questa è una città che lotta. Noi vogliamo guerrieri qua. So che è molto difficile per tutti, ma andiamo avanti assieme". Non è importante avere giocatori di proprietà che compongano la spina dorsale? Ci sono 5 giocatori in prestito e 5 giocatori a scadenza di contratto, magari questa incertezza influisce sui risultati? "Noi sappiamo che nel calcio, non è per colpa di nessuno, un giocatore può funzionare o meno. Non dipende dal prezzo. Noi guardiamo sempre a come trovare l'equilibrio fra la volontà di rinforzare la squadra attuale e assicurare un futuro in forma responsabile con la possibilità di crescita. Se noi prendiamo tutti i giocatori a titolo definitivo questo rappresenta anche dei rischi. Poi qualcuno può non funzionare, per qualsiasi ragione. Qualche volta quindi facciamo la scelta strategica di prendere un giocatore in questo modo, per vedere come va o perché la soluzione economica sia meglio che provare con un acquisto definitivo. Questa è una cosa che mi sembra debbano fare tante squadre. Vediamo in tre anni cosa succede se una squadra compra tutti". Su Sogliano: quanto è cruciale per il progetto? Gli proporrete un rinnovo? "Sean per noi è fondamentale, lo stimo tanto come direttore sportivo e come persona. Parlo con lui più che con qualsiasi altra persona forse, dandogli sostegno da parte mia e di tutta la società. Per noi Sean è il numero uno e vogliamo avere un lunghissimo percorso con lui. Penso che abbiamo creato una situazione nella quale diamo a lui l'opportunità di lavorare in autonomia, però con sostegno". Ore 15.57 finisce la conferenza stampa