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Un Verona ferito, ma vivo. I 3 messaggi di Zanetti a squadra e società
Il Verona strappa un punto a Cremona. È vero, i gialloblu avevano bisogno del successo più di ogni altra cosa, ma è impossibile non partire, nell'analizzare la gara dello Zini, dalla situazione che definire d'emergenza è un eufemismo. Troppe davvero le otto assenze cui far fronte, considerando che si trattava di giocatori titolari o dei loro primi rincalzi.
Come già accaduto in questa tribolata stagione, è nelle difficoltà che il Verona sa tirare fuori il meglio, e contro la Cremonese ai punti avrebbe meritato qualcosa in più del pareggio. In generale, la squadra di Paolo Zanetti è stata quella che ha davvero cercato la vittoria. Tanto basta, in un momento nel quale si ha l'impressione che una spallata possa sotterrare un gruppo che ha l'acqua alla gola, ma che invece quando è dato per morto tira fuori qualcosa in più.
In questo contesto lo stesso Paolo Zanetti è sembrato mandare alcuni messaggi, diretti o indiretti, in particolare a squadra e società. Proviamo a vedere quali.
Spazio a chi merita
Il primo messaggio probabilmente sarebbe stato più chiaro se il tecnico avesse avuto tutti gli effettivi a disposizione. Quale messaggio? Spazio a chi merita, senza guardare in faccia nessuno. Attenzione però a trarre conclusioni affrettate. Fra infortuni e squalifiche ieri l'unico grande escluso dai 'titolari' arruolabili di fatto è stato Montipò, ma i destinatari del concetto che Zanetti sta esprimendo da settimane sembrano diversi altri. Ed è probabile che scelte forti vengano fatte anche sul mercato, in tal senso. Ci sono delle scorie che "qualcuno riesce a sopportare riuscendo ad esprimersi lo stesso in campo, altri no", ha fatto notare Zanetti. "Abbiamo tanti bravi ragazzi, ma in questo momento conta solo quello che si fa in campo", ha aggiunto. Messaggio chiaro.
Ora il mercato
Zanetti non è solito stimolare la società sul fronte mercato, ma in questo caso si è trovato con una situazione limite tale, che qualche parola l'ha dedicata anche a questo tema. "Ormai siamo al dunque, mancano quindici giorni al termine del mercato, sicuramente qualcosa succederà", ha detto. Concetto questo che Zanetti fa notare come sia stato espresso dalla stessa società, "dunque mi aspetto che succeda, tutto qui", ha spiegato.
A cosa si riferisce? Tornano in mente le parole espresse dal presidente esecutivo Italo Zanzi, che in una intervista a L'Arena aveva dichiarato, rispondendo a una domanda sulle possibili partenze di Giovane e Belghali: "In ogni sessione, il Verona vuole migliorarsi. Se non avessimo dei giocatori richiesti da altri club, avremmo un problema. Se ci sono calciatori che suscitano interesse, vuol dire che sono bravi. Ma l’intenzione è sempre rafforzare la squadra. Faremo il possibile per riuscirci".
Tornando alle parole di Zanetti, il tecnico ha poi spiegato: "Al di là dei risultati è evidente che abbiamo bisogno di energia, di giocatori che vengano a darci una mano, questo dicono campo e classifica. Non ho mai chiesto nomi. Quando si parla di rinforzare la squadra, per le capacità economiche che tutti conoscete non possiamo aspettarci nomi incredibili, ma giocatori che siano mentalmente 'vergini', che non abbiano le scorie di questa prima parte di stagione". Insomma, serve gente pronta ad aiutare nell'immediato a fare punti, perché il tempo di aspettare chi non sta riuscendo ad esprimersi non c'è più.
Rimane chi lotta
Pur senza essere interrogato sul proprio futuro, Zanetti ha spiegato che finché "gli sarà data la possibilità" lotterà sempre. Significative anche le parole che riguardano il tipo di atteggiamento che Zanetti pretende ora dai suoi giocatori. Evidentemente ha notato che in qualcuno quel "fuoco sacro" visto in tante partite, è venuto a mancare. "Quando le cose vanno bene tutti vogliono esserci. Quando le cose si fanno pesanti bisogna avere... il carattere". Qui voleva usare un altro termine, ma anche in questo caso il concetto è chiaro. Zanetti ha parlato della necessità di avere giocatori che sappiano rimanere "dentro la tempesta", ma anche che sappiano gestire "lo scoramento generale che c'è, anche interno". Scoramento, che dunque non si riferisce soltanto alla negatività che può esserci nell'ambiente, ma a come qualcuno ha incassato questa situazione e soprattutto a come sta reagendo.
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