L'Italia scarica Infantino: "In linea con la UEFA". I dubbi di Simonelli: "Decisione di Malagò"
Dopo essersi sempre schierata pubblicamente con l’UEFA, anche l’Italia scarica Gianni Infantino. La FIGC ha infatti formalizzato la decisione, presa da Giovanni Malagò, di revocare l’appoggio al presidente della FIFA, in vista delle elezioni in programma a Rabat il prossimo 18 marzo. “Continueremo a lavorare al fianco della UEFA e delle altre federazioni europee per promuovere un’idea di calcio fondata su merito, solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi - ha dichiarato il presidente federale -. Ci riconosciamo in un modello di confronto, di ascolto e di corresponsabilità che ha fino ad ora consentito al calcio di crescere, innovare e al tempo stesso difendere i propri principi fondanti”.
La perplessità della Serie A
Tempi e modi della decisione hanno riacceso, a livello interno, la divergenza di vedute con il massimo campionato, grande elettore di Malagò: “Ieri sera mi aveva anticipato questa intenzione, personalmente avrei preso tempo - ha detto Ezio Simonelli, presidente della Lega Calcio Serie A -. Malagò mi ha comunicato questa sua decisione, ne prendo atto e mi limito a questo. Non è una decisione della FIGC, ma del presidente della FIGC. Io ne sono stato informato, non so se altre componenti ne siano state informate”. Parole che segnano una distanza, anche se fonti federali fanno sapere che Malagò ha condiviso, per opportunità e non perché dovesse farlo, contenuto e anche tempi della scelta.
L’Italia si aggiunge a un gruppo ampio
La FIGC, in ogni caso, prende posizione dopo che diverse federazioni europee l’avevano già fatto: Albania, Croazia, Finlandia, Georgia, Gibilterra, Galles, Grecia, Inghilterra, Irlanda, Irlanda del Nord, Israele, Montenegro, Nuova Zelanda, Scozia, Serbia. Sono da aggiungere Germania, Danimarca, Norvegia, Romania, Svezia e Giordania: non avendo mai appoggiato Infantino, non hanno un sostegno da poter ritirare. L’intera UEFA, ufficialmente o meno, si è comunque schierata, come pure CONCACAF e AFC, mentre Africa e Sud America sono sul fronte opposto. Con la UEFA - che ha ritirato, sebbene non ufficialmente, la minaccia di boicottare le competizioni FIFA - si sono schierate anche le European Leagues: il presidente Claudius Schäfer ha infatti espresso forti dubbi sulla sua rielezione. Manca, per ora, uno sfidante: non sarà Aleksander Ceferin, tra le ipotesi restano Nasser Al-Khelaifi e Victor Montagliani.






