Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche

Altro che Corea, peggio di Ventura: Mancini, è il più grande fallimento nella storia del calcio italiano

Altro che Corea, peggio di Ventura: Mancini, è il più grande fallimento nella storia del calcio italiano TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Ivan Cardia
autore
Ivan Cardia
venerdì 25 marzo 2022, 10:21Il corsivo

Ci ha portati sul tetto d'Europa. Si parte da lì, si arriva all'azzurro tenebra di Palermo. Duecentocinquantasei giorni separano l'11 luglio, il trionfo di Wembley, dal 24 marzo, la disfatta di Palermo. In panchina, sempre lui, Roberto Mancini. Il commissario tecnico che ci ha resi belli e spumeggianti, ha colorato di azzurro l'Europa: un trionfo di cui saremo sempre riconoscenti. Dopo ieri, la domanda è d'obbligo: ma fu vera gloria? I trionfi restano, i disastri ancora di più: non vincere un Europeo sarebbe stata la normalità, non andare ai Mondiali - per la seconda volta consecutiva - è un dramma sportivo. A maggior ragione viste le premesse, e visti gli avversari.

Dodici anni senza la coppa del mondo, nella migliore delle ipotesi. Nel 2026, in Nord America, ci andranno 48 nazionali: a questo punto, non diamo per scontata la nostra presenza. Alla Nazionale italiana non era mai successo di vivere un periodo così lungo senza la rassegna iridata. Una generazione persa, anzi due: quella alpha, i nati dal 2010 che ai Mondiali difficillmente si appassioneranno mai. E quella dei calciatori nati a inizio anni '90, che con ottime probabilità non ci andranno mai. È un lasso di tempo lunghissimo, e la riflessione di oggi diventa ancora più amara perché siamo qui a ripeterci le stesse cose del 2017. Cinque anni fa, cosa è cambiato?

Altro che Corea, peggio di Ventura. I grandi tracolli della Nazionale italiana, per fortuna, si contano sulle dita di una mano. I Mondiali del 1958, francamente, appartengono a un'altra epoca. E poi li giocavano sedici squadre, non può essere lo stesso. La Corea del Nord, 1966, è anch'essa lontana nel tempo. Resta nella memoria collettiva, ma almeno era una fase finale. Del 2002, del 2010, del 2014 non ne parliamo: siamo usciti con Corea del Sud, Nuova Zelanda, Costa Rica, per carità. Ma anche in quei casi c'eravamo: tra non viverli e viverli male c'è una differenza. Il 2017 e Ventura rimangono il miglior termine di paragone. E il Mancio, che non è l'unico responsabile per ieri sera ma non può andare esente da colpe, ha fatto peggio del suo predecessore. Perché lì c'erano la Spagna nel girone e la Svezia negli spareggi: una corazzata e una nazionale di livello medio-alto. Questa volta siamo finiti dietro la Svizzera, siamo andati fuori contro la Macedonia del Nord. Numero 67 del ranking FIFA. Senza Pandev, il miglior calciatore macedone di sempre, e senza Elmas, il miglior macedone del futuro. Con la presunzione di chi contro la Bulgaria voleva portare il pallone dentro la porta, con la spocchia di chi ha detto sì all'amichevole farlocca con la Turchia nella convinzione che sarebbe toccato a quegli altri. Ebbene no: ci saremo noi a guardare e rosicare.

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile