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Cos'ha detto l'ultimo Derby d'Italia. E poi che Lautaro: da stropicciarsi gli occhiTUTTO mercato WEB
martedì 28 novembre 2023, 22:49Editoriale
di Gian Luca Rossi
per Linterista.it

Cos'ha detto l'ultimo Derby d'Italia. E poi che Lautaro: da stropicciarsi gli occhi

Cosa ci ha detto l’ultimo Derby d’Italia tra Juventus e Inter, terminato per 1-1? Prima di tutto che il calcio vero non è la Play Station dove qualsiasi una squadra vince sempre contro chiunque e dovunque e poi che la divisione della posta, come si diceva una volta, unita all’idea di non farsi troppo male tra le due squadre che fin da agosto vedo favorite per questo Scudetto, a volte può pure stare.

Era prevedibile che la Juventus, con un centrocampo che avrebbe dovuto avere Pogba e Fagioli come punti di forza, spazzati via per colpe esclusivamente loro, è bene ribadirlo, ci provasse subito per poi mettere il solito pullman davanti alla porta, chiudendo ogni linea di passaggio per le ripartenze dell’Inter. Ed era anche prevedibile che l’Inter, una volta riagguantato il pareggio in pochi minuti, badasse anche a non farsi fregare nel finale, come già accaduto, accettando ad un certo punto lo stallo creatosi nella ripresa.

I puristi storcono il naso, ma intanto la Juventus sparagnina di Massimiliano Allegri, archiviato un terzo di Campionato, è sempre lì, con le zampacce sul collo dell’Inter e per come la vedo io, con una partita a settimana, ci resterà molto più a lungo di Napoli e Milan, che dalla giornata numero 13 hanno comunque guadagnato due punti su Juve e Inter.

Certo i nerazzurri nella ripresa avrebbero potuto osare di più, ma non è la prima volta che per troppa gola poi ci lasci le penne.
Da giorni mi aspettavo il pareggio tra le prime due della classe, anche per la legge non scritta dei grandi numeri. Le difese sono tra le meno battute d’Europa ed entrambe venivano da filotti di vittorie importanti: 6 l’Inter, includendo la Champions, 5 la Juve in Campionato.

Poi se vogliamo dirci che nella ripresa più che la Juve pareva l’Ascoli, preoccupato di non perdere l’imbattibilità casalinga contro la rivale storica, diciamocelo pure, perché l’Inter nella seconda frazione almeno un’occasione con Marcus Thuram l’ha creata, mentre per la Juventus, tabula rasa! Ma Allegri, si sa, ti impacchetta come nessun altro e ti fa giocare male come nessun altro.
In tutta la gara è stato battuto un solo corner, dalla Juve: credo sia record storico mondiale.

Questa partita, complice anche la sosta per la Nazionale che ci ha tolto la Serie A per due settimane, era stata caricata di significati esagerati e non sarebbe comunque stata decisiva nemmeno in caso di vittoria dell’Inter, perché l’eventuale +5 con 75 punti ancora in palio avrebbe comunque significato un vantaggio di nemmeno due partite. Quanto poi alla storia del senso di demoralizzazione che l’Inter vincendo avrebbe inflitto alla Juve, non credo proprio che Allegri, con tutto quello che ha passato nella sua vita di allenatore, soprattutto fuori dal campo nell’ultimo anno, si sarebbe poi così demotivato.
Al momento, questo non pare un Campionato da fuga solitaria, ma da duello perlomeno fino a primavera, sempre che non riescano a risalire le altre due, Napoli e Milan che, dati alla mano, continuano comunque ad essere piuttosto discontinue.
L’anno scorso alla giornata 16, quindi tre giornate più avanti di oggi, il Napoli aveva ‘solo’ 5 punti sul Milan e 8 sull’Inter che inseguivano, poi l’accelerazione partenopea fu letale per tutti, ma anche l’anno scorso in inverno non si aveva ancora l’idea di un Campionato a padrone assoluto, come poi si è rivelato. Figuriamoci quest’anno, dove è scontato che ci sarà senz’altro più equilibrio rispetto all’unicum partenopeo della scorsa stagione.
Quindi di questi tempi i calcoli in uno scontro diretto di andata e, sottolineo, di andata, ci stanno. Ovviamente al ritorno sarà diverso.

Chiusura per Capitan Lautaro Martinez, sempre più letale: 13 gol in 13 gare di Campionato che diventano 15 con la Champions League e 27 nell’anno solare 2023, ad un passo dal recente record di 28 reti condiviso da Diego Milito nel 2012 e Christian Vieri nel 2001. Senza dimenticare Marcus Thuram, al sesto assist in Serie A, il quarto per Lautaro. Nei cinque maggiori Campionati Europei solo Xavi Simons del Lipsia in Bundesliga e Pedro Neto del Wolverhampton in Premier hanno fatto meglio con 7 assist a testa. Insomma la ThuLa viaggia che è un piacere!

Ora turn-over in Champions a Lisbona con il Benfica: quanto lo deciderà Simone Inzaghi, di cui mi fido sempre di più.
Poi la dura trasferta di Napoli a casa dell’ex Mazzarri, che ha appena esordito sulla panchina partenopea vincendo lo scontro diretto con l’Atalanta a Bergamo. Il Napoli in Champions va a Madrid contro il Real e non ha ancora la qualificazione in tasca, quindi, al di là del fattore campo, non sarà facile neppure per loro.