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Diffidate da sviolinatori, leccaculo e dispensatori di peanaTUTTO mercato WEB
sabato 24 febbraio 2024, 22:47Editoriale
di Fabrizio Biasin
per Linterista.it

Diffidate da sviolinatori, leccaculo e dispensatori di peana

Ah, gli elogi. Oggi sono lì, li puoi toccare, ascoltare, ci puoi persino palleggiare. Son tanti, copiosi, ma occhio che domani, magari, non ci saranno più. Gli elogi sono figli illegittimi della “nuova comunicazione”, quella che ti porta a sputazzare veleno e fango dopo mezzo inciampo e a incensare e slap slap dopo qualche vittoria. 
Sia chiaro, l’Inter non arriva da “qualche vittoria”, nel 2024 ha fatto percorso netto e gioca a un livello di calcio che chiunque abbia mezza diottria non può non definire “bellissimo”. E però, amici cari, diffidate.
Improvvisamente son spuntati i peana, “ma quanto è bravo Inzaghi!”, “l’Inter è la squadra più forte d’Europa e dell’universo”, d’improvviso il vecchio mantra “i nerazzurri devono vincere lo scudetto” si è trasformato in “i nerazzurri arriveranno in fondo al coppone con le orecchione”. Tutti questi lo dicono con entusiasmo persino smodato e, credetemi, son lì che attendono l’inciampo, la caduta, il piccolo o grande passo falso per dire “ma come, eravate iradiddio e avete fatto plof plof come tanti piccoli poppanti? Che poveretti”. 
Ecco perché diffidare è cosa buona e giusta. Chi apprezza l’impianto inzaghiano non lo fa alla luce delle 9 vittorie su 9 nell’Anno Domini 2024, non lo fa a fronte dei 21 clean sheet stagionali, lo fa perché ha occhi sani e coscienza limpida. L’Inter gioca ottimo calcio da un anno esatto, perché anche nell’era delle sconfitte in serie la squadra produceva in abbondanza e, banalmente, finiva per scivolare sulla buccia di banana, il gol sbagliato da un metro, l’errore del singolo. Poi il vento è cambiato e il “buon gioco senza risultati” si è trasformato in “buon gioco con ottimi risultati”. Solo che, amici cari, la verità è che tutto questo non basta, ché i complimenti sono certificati solo a stagioni concluse. 
E allora ribadiamo, non fatevi fottere da chi celebra, elogia, e “vincerete tutto”.

Ringraziate e rispedite al mittente, giocate a “specchio riflesso”: “Grazie assai, ma non abbiamo fatto nulla, ché in fondo è solo febbraio, lo dice il calendario”.
E infatti è così. La gran partita di Champions dell’altra sera, per dire, ha moltiplicato i superlativi assoluti e celato le insidie. Tutti dicono “siete troppo più belli e forti degli spagnoli” nessuno che aggiunga “però occhio che quelli in casa sono fetentissimi e l’1-0 mica dà tutte ‘ste garanzie”. Furbacchioni. 
Ma, fa niente, è giusto godersi il momento e fare propria una dichiarazione fresca fresca firmata Beppone Marotta, ad di grande esperienza e, per questo, assai saggio. Dice così al cospetto degli studenti della Luiss e discutendo di mercati e strategie: “Noi Thuram lo avevamo preso comunque ma se Lukaku avesse accettato ci saremmo trovati con lui, Lautaro e Thuram. Magari non ci sarebbe stata la stessa chimica che abbiamo oggi con Marcus e Lautaro. Quindi, tradotto volgarmente, serve anche culo…".
E culo sia, perché senza di quello – e questa è una certezza - non si va da nessuna parte.
(Piccola nota a margine. Con la pubblicazione di date e orari relativi ai turni 28, 29 e 30 del campionato in corso, l’Inter si avvicina rapidamente al traguardo dei 3 anni senza alcuna partita giocata di domenica alle ore 15. L’ultima volta accadde il giorno dello scudetto targato Antonio Conte, nel maggio del 2021. Vogliono obbligarci ad andare all’Ikea ma no, non ci avranno).