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In casa Inter tranquilli e sereni. Dall'altra parte del Naviglio si spera di ricucire il gapTUTTO mercato WEB
venerdì 14 giugno 2024, 21:32Editoriale
di Filippo Tramontana
per Linterista.it

In casa Inter tranquilli e sereni. Dall'altra parte del Naviglio si spera di ricucire il gap

In casa Inter non si è mai stati più tranquilli e sereni. Io da tifoso nerazzurro da ormai 40 anni non mi ricordo di aver mai vissuto una sensazione così forte di stabilità. Questa stagione è stata vissuta con la consapevolezza di essere i più forti (in Italia) e di avere quella sicurezza nei propri mezzi capace di rendere anche il più inguaribile scaramantico molto fiducioso.

L'estate che stiamo per iniziare non sembra discostarsi molto da quello che abbiamo appena passato. Il passaggio di proprietà poteva dare scossoni forti, invece ci ha dato ancora maggiori certezze. Quando hai in ballo i delicati rinnovi dei tuoi uomini chiave e un nuovo proprietario allora il pericolo di terremoti ambientali è dietro l'angolo. Oaktree però ha nominato Marotta presidente, ha rinnovato a Barella e sta aspettando a breve le firme di Inzaghi e Lautaro. Quando l'allenatore, il capitano e il vice capitano firmano un rinnovo che, oltre ai soldi, si basa sulla fiducia nel progetto ,non puoi che chiudere gli occhi e goderti l'attimo. Barella, unico per ora ad aver messo nero su bianco la firma sul contratto fino al 2029, dopo l'ufficialità del suo prolungamento ha parlato del progetto convincente di una società vogliosa di rimanere ai vertici in Italia e scalare quelli internazionali. "Non vedo l'ora di tornare a Sa Siro per sentire il pubblico nerazzurro cantare".

Parole chiare quelle di Nicolò che riempiono di orgoglio e fiducia qualsiasi tifoso nerazzurro. Mancano ora Simone e Lauti. Per il primo però è solo questione di tempo. Il nodo è la scadenza del contratto. L'Inter offre sino al 2026, Simone vorrebbe allungare al 2027. Tinti, procuratore di Inzaghi, è al lavoro sui dettagli ma l'epilogo positivo della faccenda dovrebbe essere vicino. La questione Lautaro è stata più delicata ma la volontà del giocatore e lo sforzo economico dell'Inter hanno risolto una questione che poteva diventare antipatica. Si sono evitate lungaggini e incomprensioni e va bene così. Ora testa al mercato con Bento sempre più difficile per le richieste da pazzi di Petraglia, presidente dell'Athletico Paranaense, e Gudmundsson in attesa di novità da viale della Liberazione.

Per ora tutto fermo ma almeno un pò di tempo per sperare c'è. Dall'altra parte del Naviglio c'è chi comincia a fare le sue mosse con la speranza di ricucire il gap con i 20 volte campioni d'Italia. Il nuovo allenatore Fonseca è già pronto a cominciare, vuole dare spettacolo e sopratutto vincere. Lo ha detto Ibrahimovic ieri nella sua prima conferenza stampa da uomo di fiducia di Cardinale. Ibra si è detto convinto è sicuro del progetto del Milan che, per come la pensa lui, non sarebbe mai potuto ripartire da Antonio Conte. Profilo sbagliato per la ripartenza del Milan. Ibra ha battezzato la nuova stagione. Vuole ripartire dai giovani con l'obiettivo però chiaro e dichiarato di vincere subito. "Non ho sofferto, soffrire è da perdenti e io sono un vincente", Ibra lo ha detto in risposta a chi gli chiedeva se avesse sofferto alla vittoria dello scudetto dell'Inter.

Ma qui Ibra sbaglia di grosso. Al di là che, in generale, soffrire non è da perdenti ma semmai da persone umane, anche se rapportato al discorso sportivo soffrire per una sconfitta è normale. Potrei fare milioni di esempi, a partire proprio dalla sofferenza dei giocatori nerazzurri per la perdita dello scudetto di due anni fa. Hanno sofferto e da lì sono ripartiti per vincere, e hanno vinto, tanto, altro che perdenti. Potrei parlare di altri sport. Jana Novotna che perde 2 finali di Wimbledon e piange sulla,spalla della duchessa di Kent per poi trovare la forza di vincere a Londra incantando il tempio del tennis, così come Ivanisevic che dopo quattro finali perse sui prati verdi londinesi vince la coppa nel 2001 come wild card e da giocatore praticamente ritirato entrando di diritto nella storia del tennis. Si soffre caro Ibra a perdere, magari si piange ma poi se sei un campione ti rialzi e vinci.