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Il Corriere dello Sport esalta Barella: "Più Pirlo che Gattuso, averne come lui"
domenica 16 giugno 2024, 10:00News
di Marco Corradi
per Linterista.it

Il Corriere dello Sport esalta Barella: "Più Pirlo che Gattuso, averne come lui"

L'Italia parte male, poi si riprende e vince nel segno di Nicolò Barella. La sensazionale prestazione del nerazzurro viene esaltata dal Corriere dello Sport, che si sbilancia in un paragone ardito con Andrea Pirlo: è l'interista a prendere in mano la squadra dopo lo svantaggio, non scomponendosi minimamente e comandando il gioco sotto ogni aspetto. Come farne a meno, dove lo trovi un altro così. Se nessuno in questo mondo è insostituibile, Barella sta diventando per l’Italia l’insostituibile.

Dopo lo svantaggio non si spettina e fa il gioco.  Dà le carte e s’inventa di tutto. In un quarto d’ora, dimostra che cosa sia, che cosa significhi, il giocatore di levatura superiore. Di sicuro, la levatura massima che al momento sia a disposizione di Spalletti. Barella è quel Barella lì, quello che l’Inter vorrebbe tenersi a vita, quello che Inzaghi farebbe giocare anche in barella, quello che tanti club del Rotary mondiale ci invidiano con la lingua di fuori. Barella prende in mano l’Italia, i poveri resti usciti dal crash iniziale, e con stile tutto suo la rimette in piedi.

Dopo il pari di Bastoni – ancora Inter, sempre Inter – è proprio lui che s’inventa il gol decisivo con la solita bordata da fuori area, ormai una griffe personale. In questo caso, è la degna e meritata conclusione di un grandissimo quarto d’ora, comunque solo l’inizio di una partita - un’altra - di stampo sovrano. Partito allo stato brado, girando ovunque gli giri, dopo il vantaggio il ct gli chiede di rimettersi in riga al fianco di Jorginho, e lui docilmente si adegua. La qualità e l’importanza del suo lavoro non cambiano. È di lotta e di governo. È Gattuso ed è Pirlo. Va di clava e di uncinetto. Suona il violino e porta la croce. Come si dice? Dal manuale dei luoghi comuni: giocatore europeo. Qualunque cosa voglia dire.

La chiosa è d'autore: "Barella ne esce bene anche al netto di una simile Albania, perché è il solito Barella. L’insostituibile. Averne. Il problema potrebbe essere proprio questo, nel nostro Europeo: ce n’è solo uno. Hanno buttato via lo stampo. Per il resto bisogna arrangiarsi con la cineseria".