Inter in crescita costante nonostante le difficoltà del caso! Il tocco di Chivu...
Criticare la scelta della società di ingaggaire Chivu è stato il "giochino" estivo di molti. "Inesperto", "solo 3 mesi in Serie A", "quest'anno l'Inter non arriva nemmeno tra le prime 6". Di tutto è stato detto nei confronti del tecnico romeno che, adesso, si sta prendendo gioco anche dei suoi colleghi con dichiarazioni da oratore su un palco politico e spirito d'adattamento che è la prima via verso il successo...
Una stagione non da big ma Dortmund dovrà pur significare qualcosa...
Perché non è una stagione da big? L'Inter è prima in classifica in campionato, si è qualificata per i play off di Champions League e ha raggiunto la semifinale di Coppa Italia. I big match però sono un punto dolente di questa stagione. Un argomento difficile per questa Inter che sembra quasi un leone muto nelle notti che contano. Troppe volte è stato individuato Chivu come caprio espiatorio per la questione big match, indicando lui come causa di mancate vittorie. Come sostiene sempre Allegri: "E' sempre meglio essere fortunato che sfortunato". Chivu ovviamente non richiama mai la Dea fortuna nei suoi discorsi ma che questa non sia una stagione felice dal punto di vista dei big match oramai è apparentemente noto e la sfortuna delle volte è andata giù pesante.
L'appello alla sfortuna potrebbe essere riduttivo, ovviamente non si tratta solamente di quello ma, se si fa un'analisi dettagliata delle partite disputate dall'Inter nelle notti importanti si può notare come sul piano del gioco è difficilmente seconda a qualcuno. Contro l'Atletico Madrid nonostante un primo svantaggio sembrava che Chivu e compagni avessero la partita in pugno. Contro il Liverpool la sconfitta è arrivata solo a causa di una decisione lungamente discussa del direttore di gara. Si aggiungono Juventus, Milan, Napoli e Arsenal, con i londinesi che sono stati gli unici a meritare la vittoria nonostante i nerazurri abbiano comunque fatto la loro sporca figura.
La speranza che adesso è nei cuori dei nerazzurri è che si possa dare continuità alla serata dell'Iduna Park contro il Borussia Dortmund. Contro ii tedeschi è successa una cosa che in questa stagione non si era mai vista, anzi aveva fatto la sua apparizione solamente contro le piccole. Nella casa del muro giallo non è stata disputata una grande partita dall'Inter, un match sporco con tanti errori e poche pulizia nelle giocate. Nonostante ciò i tre punti sono comunque arrivati a casa. In ambito universitario si dice: "trenta 18 fanno una laurea mentre diciotto 30 no". Ciò per far intendere che puoi anche fare la migliore partita della vita ma se poi finisci come il Barcellona in finale di Champions del 2014 contro il Celtic è tutto inutile.
Insomma, si è rivista quella volontà di arrivare al risultato anche sembrando brutti. Solo il tempo ci dirà se l'Inter ha veramente superato il problema e non dovremo aspettare troppo. Testa al Derby d'Italia in una notte magica come quella di San Valentino...
Chivu si adatta al mercato inesistente...
Chivu non è stato accontentato sul mercato, non per volontà della società che ha fatto il possibile per portare al tecnico carne fresca ma comunque non c'è stato un nulla di fatto. Oramai Chivu ha istituito un motto per questa stagione: "Non ci sono titolari o riserve, quando giochi ogni tre giorni tutti sono importanti". Un disco rotto quello di Chivu ma ancor di più quello dei giornalisti che gli sottopongono sempre le stesse domande. Nel frattempo questo disco lo sta mettendo in atto. Tre competizioni da mandare avanti, tutte con gli stessi obiettivi, ovvero la vetta, presuppongono una rosa lunga. Beh, era lunga, poi gli infortuni hanno colpito in gruppo gli stessi reparti, principalmente la difesa e adesso anche il centrocampo.
Un problema? Apparentemente si ma lo spirito di adattamento di Chivu gli fa cogliere anche risultati positivi. Diouf è stato più volte utilizzato come esterno destro, Carlos Augusto viene costantemente arretrato, De Vrij sta inziando a mettere piede in campo anche se ad inizio stagione era più fuori che dentro Appiano Gentile. Con il Torino è arrivata l'ennesima dimostrazione che se si vuole si può. La titolarità di Kamaté e Cocchi sono sì frutto di problemi di rosa, ma ci vuole anche fegato da parte del tecnico per lanciare due Under 23 insieme in una rosa completamente rinnovata. Insomma, se Cocchi è sembrato timido, essendo comunque alle prime battute in prima squadra, Kamaté ha dato una risposta che mister Chivu potrebbe anche riutilizzare nel prossimo futuro.
Adesso arriva il punto più importante! Se l'Inter sta ottenendo i risultati il più si deve ovviamente al tecnico ma non solo. Chivu ha creato l'ambiente di lavoro ideale per i suoi giocatori tanto da portarli a dare tutto proprio per il tecnico. Con il suo atteggiamento Chivu ha fatto capire ciò che Helenio Herrea, storico allenatore dell'Inter, disse a parole: "dovete morire per me". Risultato? Helenio Herrera fu il primo allenatore a portare la gloriosa Coppa dalle grandi orecchie nelle mura del club nerazzurro nel 1963, collezionando anche il bis nell'anno successivo...






