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Il cammino europeo dell'Inter di Inzaghi non è stata la normalità. Una verità da raccontareTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Michele Maresca
per Linterista.it

Il cammino europeo dell'Inter di Inzaghi non è stata la normalità. Una verità da raccontare

L'avventura delle squadre italiane nell'edizione della Champions League 2025-2026 è stata ai limiti del catastrofico. La prima a uscire dalla competizione è stata la compagine vincitrice dell'ultima Serie A, ossia il Napoli, con il trentesimo posto nel girone unico a certificare una spedizione disastrosa per la ciurma capeggiata da Antonio Conte. Meno dolorosi, ma indubbiamente negativi sono stati i percorsi di Inter e Juventus, le due squadre che hanno saputo regalare 4 finali europee al calcio italiano nelle ultime 11 stagioni. Entrambe eliminate ai playoff, la prima per mano del Bodo Glimt e la seconda ad opera del Galatasaray, a testimoniare una difficoltà intrinseca al nostro calcio.

Una sorte simile dovrebbe capitare anche all'Atalanta, sconfitta con il punteggio di 1-6 tra le mura amiche nel match dell'andata degli ottavi di finale contro la corazzata Bayern Monaco. Con la prevedibile uscita dei bergamaschi dalla Champions, diviene automatico effettuare un bilancio cupo della campagna delle compagini italiane nella massima competizione europea, alla luce delle aspettative disattese ma anche della presa in consapevolezza del divario sempre più ampio che le separa dalle big europee.

La dimostrazione di un'impresa da valorizzare

I risultati delle italiane in quest'edizione della Champions consentono anche di effettuare un altro tipo di ragionamento, che esula dal confronto con le rivali europee. Il riferimento è al percorso avuto dall'Inter di Simone Inzaghi in due delle ultime tre annate europee: con le due finali, conquistate nel 2022-2023 e nel 2024-2025 a testimoniare l'estrema bontà del cammino dei nerazzurri. A dire il vero, sono due le note maggiormente positive che si possono associare ad esse: nel primo caso, il fatto di essersi giocati alla pari la finale contro il Manchester City di Pep Guardiola, il quale avrebbe poi vinto tutto al termine della stagione; nel secondo, l'aver battuto due squadre astronomiche come Bayern Monaco (quarti) e Barcellona (semifinale) nel cammino verso l'atto conclusivo di Monaco contro il PSG. 

Entrambi i percorsi sono stati tanto notevoli quanto dileggiati da una parte della tifoseria e degli addetti ai lavori, soprattutto il secondo. Lo 0-5 in finale contro il PSG, unito all'assenza di trofei vinti a fine stagione (con la beffa dello scudetto perso alla penultima giornata a causa del rigore trasformato da Pedro negli ultimi minuti di Inter-Lazio), ha contribuito a delineare uno scenario nel quale la delusione e l'amarezza hanno prevalso sul ricordo positivo delle notti magiche di Monaco e San Siro. Facendo sì che una parte consistente dei tifosi interisti preferisse un'uscita anticipata dalla Champions per dedicarsi con tutte le proprie energie al campionato. 
Ma riavvolgendo il nastro, in specie in ragione di quanto mostrato da quest'edizione della Champions League, ci si avvede ulteriormente di quanto le prestazioni dell'Inter nella precedente stagione europea siano state eccezionali, fuori dalla norma. Ciò va riconosciuto nella sua effettività, pur senza dimenticare l'amaro epilogo della finale contro il PSG, per restituire a quella campagna europea il valore che merita.