Vent'anni fa furono Seedorf e Pirlo, ora è Calhanoglu. Storia di una rivincita dell'Inter
Clarence Seedorf e Andrea Pirlo. Quando si citano tali due leggende dello sport, e del calcio nello specifico, si ricorda con ironia (da parte delle tifoserie avversarie) che l'Inter si è privata con troppa facilità delle prestazioni di due giocatori che avevano già dato prova delle proprie enormi qualità con la maglia nerazzurra.
Gli anni sono trascorsi, ma nella mente dei tifosi interisti è rimasta la consapevolezza, mai del tutto eliminata dal tempo, di non aver potuto assistere al periodo di massimo splendore del centrocampista olandese e di quello italiano. Una consapevolezza associata a un'amarezza di fondo, considerando che a beneficiare delle loro prestazioni sono state proprio le storiche rivali del Milan e della Juventus.
Ora, a distanza di oltre 20 anni dagli addii di Seedorf e Pirlo, una piccola rivincita può ritenersi acquisita da parte della tifoseria di fede interista. Dall'altra sponda del Naviglio è arrivato - non direttamente, ma a causa del mancato rinnovo con i rossoneri - Hakan Calhanoglu, un centrocampista che è riuscito a entrare nel cuore degli appassionati grazie alle prestazioni, ai gol segnati e a una leadership riconosciuta da ogni suo compagno.
Calhanoglu è nella storia dell'Inter
Con la doppietta contro il Como nel ritorno delle semifinali di Coppa Italia, decisiva per riportare il match sui giusti binari dallo 0-2 iniziale, il centrocampista turco ha raggiunto quota 50 gol complessivi in maglia nerazzurra. Alle 33 reti segnate a seguito di tiri effettuati in area di rigore, si aggiungono ben 17 marcature frutto di conclusioni dalla distanza. Un bottino estremamente rilevante, considerando la penuria di centrocampisti che - in quest'epoca storica - siano in grado di assicurare con costanza una pericolosità nel tiro da fuori area. A maggior ragione se tali reti sono state confezionate in occasioni di match dall'importanza strategica per le sorti della sua squadra. Si pensi ai gol dalla distanza contro il Napoli, la Juventus o la Roma (l'ultimo, di pregevole fattura, siglato in questa stagione con una "traiettoria alla Pirlo" che ha preso in controtempo un portiere fortissimo come Mile Svilar).
Il futuro
La storia d'amore tra Calhanoglu e l'Inter non è artefatta, costruita, ma vera e autentica. Nonostante il trascorso al Milan, in cui aveva disputato le ultime stagioni prima dell'approdo in nerazzurro, la tifoseria interista non ha accolto il turco con un approccio giudicatorio, dimostrandosi al contrario disposta a vedere cosa avrebbe potuto offrire in campo. Dal classe 1994, ha ottenuto la massima dedizione alla causa - come testimoniato anche dall'annata straordinaria che sta disputando nonostante le voci estive di un potenziale trasferimento in Turchia - e un rendimento sul rettangolo verde che ha avuto pochi eguali (a centrocampo) nei top 5 campionati europei.
L'Inter ha scelto Calhanoglu. Calhanoglu ha scelto l'Inter. L'uno si è visto fortificato dalla presenza dell'altra parte, come una struttura che trova nell'altro il suo pilastro.
Essendo entrambi consapevoli dei benefici dati dal proprio rapporto, il futuro appare già delineato: perché separarsi, cambiando la via vecchia per una nuova di cui non si conoscerebbero le forme? La risposta è presto detta. Calhanoglu e l'Inter devono continuare insieme, per rendere ancora più leggendaria una storia già rientrante nell'epica del club nerazzurro.






