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Ivano Bordon: "Ciao Nazza, proteggi da lassù il gruppo dei fratelli nerazzurri"TUTTO mercato WEB
Nazareno Canuti
Oggi alle 08:18Altre Notizie
di Redazione TMW

Ivano Bordon: "Ciao Nazza, proteggi da lassù il gruppo dei fratelli nerazzurri"

L'ex portiere dell'Inter, Ivano Bordon ricorda l'amico e compagno di squadra all'Inter Nazareno Canuti, morto ieri all'età di 70 anni Cari amiche ed amici, oggi è venuto a mancare e mentre scrivo mi trema la mano, il mio grande fratello e compagno Nerazzurro che per anni ha dimostrato di essere un bel marcatore, ma una splendida persona Nazareno Canuti.Come carattere si avvicinava molto all’altro mio fratello Mauro Bellugi scomparso da pochi anni, il classico mattacchione che organizza gli scherzi , e quanti ne ha fatti!!Quando andavo a presentare il mio libro, veniva con Sandro Scanziani altro grande ragazzo,e ad un certo momento prendeva la parola e dopo i racconti calcistici partiva come lo presentavo io il Canutì Show. E ben lo ricorderanno i tifosi presenti che grande uomo e’stato…..Simpatico, Positivo, e Umile. Ciao Naza, da lassù proteggi tutti i tuoi cari ed anche il tuo gruppo di Fratelli Nerazzurri che ti ricorderemo per sempre Le parole di Canuti quando fu ceduto al Milan: "Eravamo in tournée in Cile, mi sono molto incazzato. Ma come? All’improvviso, senza dirmi niente? Mi avevano inserito, assieme a Pasinato e Serena, nell’affare Collovati. Ma non si poteva rifiutare, allora funzionava così. Poi sono stato contento, abbiamo vinto, c’erano ragazzi splendidi e Ilario Castagner, gran persona, allenatore sensibile e delicato". Nazzareno Canuti se n’è andato poco dopo aver festeggiato i suoi settant’anni. È stato uno dei pochi calciatori ad aver vestito sia la maglia dell’Inter che quella del Milan. La notizia della sua morte improvvisa è arrivata dal giornalista Bruno Longhi, suo grande amico, che gli ha dedicato un ricordo toccante sui social. Molto legato all’Inter, squadra di cui era tifoso fin da ragazzo, dopo il calcio aveva scelto di lavorare nel settore commerciale. Il 15 gennaio, per i suoi 70 anni, l’Inter gli aveva dedicato un articolo sul proprio sito, ricordando come avesse fatto tutta la trafila dalle giovanili fino alla prima squadra. In nerazzurro ha collezionato 183 presenze e segnato una rete. Difendeva con grinta e determinazione, puntando tutto sulla forza fisica e sul senso della posizione, qualità che lo hanno sempre fatto apprezzare dai compagni per lo spirito di squadra. Dopo aver vinto uno Scudetto e due Coppe Italia, nel 1982 è passato al Milan, dove ha vissuto anche la stagione in Serie B. Quella scelta non era stata facile da digerire, come lui stesso ha raccontato, ma alla fine si è rivelata una tappa importante della sua carriera, grazie anche alle persone che ha incontrato in rossonero. Ha poi giocato con Genoa, Catania e Solbiatese, prima di dire addio al calcio giocato e iniziare una nuova esperienza come agente di commercio. In una chiacchierata con Fanpage, Canuti ha espresso il suo pensiero sul calcio moderno: "Quale calcio sogno? Un calcio che non sia schiavo, prima di tutto, delle televisioni. Il “calcio-spezzatino”, come lo definisco io, al lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato, tutti i giorni, insomma… non lo sopporto. Era così bello, quando si giocava alla domenica, tutti allo stesso orario. Il calcio dovrebbe tornare a questo. Sempre questo maledetto denaro. Se vuoi vedere la partita, devi pagare, mentre, il football, a mio avviso, dovrebbe essere visto da tutti".