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Bruno Longhi e il ricordo dell'amico Nazareno Canuti

Bruno Longhi e il ricordo dell'amico Nazareno CanutiTUTTO mercato WEB
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Oggi alle 08:35Altre Notizie
Redazione TMW
Bruno Carlo Longhi (Casorate Primo, 2 giugno 1947) è un giornalista, musicista e telecronista sportivo italiano.

Il noto giornalista Bruno Longhi era amico di Nazareno Canuti, deceduto ieri all'età di 70 anni. Nelle poche righe che riportiamo sotto, lo ricorda con grande affetto:
«Un eterno ragazzo, sempre disponibile, sempre pronto alla battuta, anche allo scherzo.
È una persona alla quale tutti hanno voluto bene, ma lui è stato uno che ha voluto bene a tutti. Non ho mai sentito Nazzareno in tutti questi anni parlare male di una persona, e questa è una dote che si riscontra raramente».
E sul calciatore Canuti. «Era un giocatore velocissimo. Lui tra l'altro nasce ala destra, poi nelle giovanili viene spostato in difesa. È stato penalizzato da due cose. Lui ha vinto lo Scudetto nell'Inter "tutta italiana", è stato l'ultimo Scudetto vinto da una squadra i cui componenti erano tutti italiani, quello del '79-'80 con Bersellini. Fu penalizzato da due cose. Dal fatto di dover giocare a uomo — allora si giocava così — per cui dovevi usare le maniere forti contro gli attaccanti avversari.

Mi ricordo le lamentele di Paolo Rossi, del quale era molto amico tra l'altro, dopo le partite Inter-Vicenza di quei tempi. E penalizzato dal fatto che, essendo un tipo scherzoso, sempre pronto alla battuta, non veniva preso sul serio.
Per esempio, l'Inter lo cedette perché l'allenatore del suo tempo, che era Eugenio Bersellini, pensava che non si potesse fare affidamento su un "eterno ragazzone" che era sempre più disposto allo scherzo che a prendere le cose seriamente. Se lui avesse avuto un allenatore come Liedholm, lui avrebbe fatto più o meno la carriera di Tassotti, perché posso dirti che aveva piedi — come diceva Fulvio Bernardini — non buoni, buonissimi».

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