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Il Cagliari, l'importanza di Pisacane, le parole su Palestra e il sogno Nazionale: Ze Pedro si raccontaTUTTO mercato WEB
Oggi alle 18:50Serie A
di Lorenzo Di Benedetto

Il Cagliari, l'importanza di Pisacane, le parole su Palestra e il sogno Nazionale: Ze Pedro si racconta

Tutta la trafila in Portogallo, dalle giovanili del Vitória Guimarães fino all'arrivo al Porto, passando per l'Estrela Amadora e il Braga. Poi l'occasione di arrivare in Italia, al Cagliari e la voglia di diventare sempre più protagonista in Serie A. Ze Pedro, difensore dei sardi, in esclusiva a TMW, si è raccontato e ha parlato del suo passato, del suo presente e dei sogni per il futuro, dopo essere tornato in campo alla grande con due presenze per 90 minuti nei successi contro Juventus e Fiorentina. Per prima cosa come sta? L'operazione al ginocchio è andata bene e adesso è pronto per vivere la seconda parte della stagione da protagonista? "Mi sento molto bene, fortunatamente le cose sono andate per il verso giusto dopo l’infortunio e il piccolo intervento chirurgico. Sono felice di poter aiutare la squadra con continuità in questa seconda parte della stagione, di stare insieme ai compagni. Ora devo continuare a lavorare con loro per ottenere il massimo". È tornato in campo da titolare da due partite e sono arrivate due vittorie contro Juventus e Fiorentina. Non poteva esserci un rientro migliore per lei e per la squadra. "Non potevo sperare in qualcosa di meglio, tornare in campo dal 1’ e vincere due gare difficili e importanti. Stiamo lavorando tutti molto bene e con grande voglia, voglio arrivare alla migliore condizione ed essere sempre più d’aiuto". La vittoria di Firenze quanta fiducia vi dà nella corsa salvezza? "Molta, come tutte le vittorie. Prendere tre punti ti dà sempre grande spinta e positività per il lavoro quotidiano. Ora dobbiamo perseverare per dare continuità a questo momento. Sabato sarà una gara difficile, uno scontro diretto, puntiamo a ottenere il massimo". Com'è stato arrivare in Italia? Come si trova? "Ho sempre avuto l’ambizione in carriera di giocare in un campionato come quello italiano, probante, di qualità, difficile. Ringrazio tanto il Cagliari per l’opportunità che mi ha dato, voglio giocarmi le mie carte ogni giorno". Ci racconta la trattativa che l'ha portata a Cagliari? "Fu tutto molto rapido, nella fase conclusiva del mercato estivo. Non so se i due club (Porto e Cagliari, ndr) si fossero già sentiti in passato. È arrivata questa opportunità, ho avuto modo di parlare direttamente con mister Pisacane, sentendo subito la sua fiducia. Non ho avuto dubbi nel portare avanti il discorso e trasferirmi così in Sardegna". Quali sono le maggiori differenze che ha trovato tra il campionato portoghese e quello italiano? "Sicuramente quello italiano è più fisico, intenso e tattico. C’è grande strategia, attenzione al piano partita, a ciò che viene preparato in settimana e realizzato poi sul campo". Le seconde squadre: lei, sia al Braga che al Porto ha militato nella squadra B. In Italia si è iniziato da pochi anni e ci sono già alcuni esempi. Cosa ne pensa? È la strada giusta per fare venire fuori i giovani? "Senza dubbio è uno step importante e utile, può rappresentare una strada significativa in prospettiva. In Portogallo il livello delle squadre B possiamo in qualche modo equipararlo al campionato Primavera italiano. Giocare con lo stesso sistema e filosofia della prima squadra può aiutare senza dubbio a far crescere il gruppo a livello individuale e collettivo. In Portogallo affronti giocatori e squadre di diversa età e livello, e anche questo - un po’ come la Serie C italiana - può aiutare nello sviluppo dei giovani e nel preparare i ragazzi al salto in prima squadra". In passato ha vestito anche la maglia dell'Estrela Amadora. Negli ultimi anni sono arrivati tanti giocatori da lì come Gaspar, Tiago Gabriel, Veiga e Ngom. Cosa c'è di speciale in quel piccolo club portoghese? "Sicuramente hanno una grande attenzione per la formazione dei calciatori. Per me fu la prima esperienza fuori casa, lontano dalla mia famiglia, fui accolto davvero bene e con le condizioni ideali per stare bene e pensare a crescere come calciatore lavorando per arrivare più in alto possibile. Sono davvero felice di avere vissuto quell’esperienza e di essere passato da lì nel mio percorso". Quanto aiuta avere come allenatore Fabio Pisacane, un difensore che ha da poco smesso di giocare? "Sì, è molto importante, il Mister conosce bene tutte le situazioni di gioco, le ha vissute sino a pochi anni fa. Ti fa migliorare ogni giorno, sa bene come prepararti per affrontare al meglio le partite. Ha grande sensibilità nei confronti di ogni singolo calciatore, dentro e fuori dal campo, sicuramente questo per noi è molto utile". La Nazionale portoghese è ricca di grandi talenti: pensa mai alla possibilità di essere convocato? È un sogno? "Certamente. Penso che ogni calciatore coltivi il sogno di rappresentare il proprio Paese. Io lavoro per questo, per fare il massimo nel mio Club: solo così puoi ottenere una soddisfazione così grande come la maglia del Portogallo. Devo pensare a guardare avanti con fiducia, lavorando con costanza insieme ai miei compagni". Ci racconta un po’ di Palestra, che tanto bene sta facendo con voi? "Un giocatore dal potenziale enorme, sicuramente potrà arrivare presto in Nazionale e togliersi grandi soddisfazioni. Deve continuare così, lavorare duramente perché nulla nel calcio è scontato o garantito: bisogna rimanere sempre lì con la testa e con gli stimoli giusti per non accontentarsi dei primi elogi e delle prime soddisfazioni. Lavoro, continuità e perseveranza, deve proseguire su questa strada". Le piacerebbe rimanere al Cagliari a lungo? Stai bene in Sardegna? "Molto, mi sto trovando bene sin dal primo giorno e non è banale perché comunque sto vivendo un’esperienza per la prima volta lontano dalla mia terra e molto lontano dalla mia famiglia. Alcuni di loro hanno potuto visitare la città venendo a trovarmi. Sì, spero di poter rimanere qui a lungo perché significherebbe proseguire un percorso appena iniziato e che dopo lo stop per l’infortunio mi sta portare a dare sempre più il mio contributo alla causa".