Le offerte rifiutate e la coppia fissa con Lautaro: Pio non batte i piedi. Ma l’Inter sa che serve il rinnovo
Non c’è fretta, ma è nell’ordine delle cose. Il contratto che lega Francesco Pio Esposito all’Inter ha una scadenza abbastanza lunga - 30 giugno 2030 - e uno stipendio relativamente basso, attorno al milione di euro a stagione. È da questi presupposti che parte una trattativa per il rinnovo di contratto da cuocere a fuoco lento. Ma nemmeno lentissimo.
In estate, l’Inter ha avuto grande fiducia in Pio: Chivu lo ha tenuto in rosa, portato al Mondiale per club, difeso dalle sirene di mercato. Tutto ripagato, dato che il centravantone azzurro si è fatto trovare pronto, non ha deluso le attese. Da qualche tempo, in campionato, fa coppia fissa con Lautaro Martinez: tre su tre nelle ultime giornate della Serie A, nel 2026 è il tandem offensivo più schierato dall’inizio dall’allenatore romeno.
Alle buone prestazioni in campo, si sono accompagnate nuove sirene. In estate Marotta, Ausilio e Baccin hanno detto no ad Aurelio De Laurentiis, che proponeva 45 milioni di euro, e pure all’Atalanta, che avrebbe aperto alla cessione di Lookman se ci fosse stato Pio. Il cui nome rimbalza anche oltremanica, piace alle big di Premier League. Saranno, a meno di sorprese, interessamenti rispediti al mittente. Ma che non possono non avere un peso, come le buone prestazioni, sulle negoziazioni per scrivere un futuro insieme.
Con la cessione di Tomas Palacios, Pio Esposito è ufficialmente il secondo giocatore meno pagato nella rosa di Chivu, davanti soltanto al terzo portiere Di Gennaro. I trascorsi nel settore giovanile e la fiducia della società hanno un peso, ragion per cui, per esempio, non serve seguire la regola non scritta del mercato: lo stipendio deve rappresentare circa il 10% del valore di mercato. Significherebbe almeno 5 milioni di euro all’anno. È una cifra del tutto irrealistica, nelle gerarchie della rosa interista, dato che lo avvicinerebbe ai senatori della squadra, e lo sa benissimo Pio: non è necessario arrivarci, nemmeno andarci particolarmente vicini. È nell’ordine delle cose, viceversa, raddoppiare (almeno) l’ingaggio attuale: non c’è fretta, visti i rapporti. Ma l’Inter sa benissimo che il rinnovo è un obiettivo inevitabile.
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