Il paradosso dell'Inter capolista e un progetto che verrà rifondato: per i conti è un disastro senza Champions. Tutti i big alla porta e una rivoluzione che la scorsa estate è stata solo rimandata
Partire dai conti per raccontare il calcio moderno è inevitabile: l'Inter è stata eliminata dalla Champions League ai play-off dai norvegesi del Bodo Glimt. I nerazzurri fino a questo momento hanno ottenuto 18,62 milioni di euro per partecipare all'Europa, 23,37 come quota europea, 8,6 per quota non europea, 8,13 per la posizione, 10,5 per quanto fatto nel girone, 2 milioni per la posizione e playoff. Totale: 71,27 milioni di euro. Quanto ha incassato la scorsa stagione, escludendo anche merchandising, match-ticketing, sponsorship? 136 milioni di euro, dunque 65 in meno, una cifra che aumenta drasticamente se consideriamo i fattori citati poc'anzi. Un bagno di sangue. E dire che l'Inter aveva chiuso il bilancio con uno storico +35, adesso il rischio per il fatturato è un negativo a tre cifre.
Il paradosso della capolista
Un paradosso per la capolista in Serie A. Dover considerare fallimentare a livello di conti e costi una stagione dove i nerazzurri stanno dominando in campionato, a +10 sul Milan dopo 26 giornate di campionato. E' il calcio moderno. dove la nuova Champions League non è altri che un'altra versione della Superlega dei ricchi sempre più ricchi, e se fallisci rischi grosso. Per i conti è un disastro, sicché in estate andrà in scena una rivoluzione che la scorsa estate è stata solo rimandata. Svecchiare la difesa, cambiare il centrocampo, un nuovo portiere. L'Inter ha dovuto cambiare in panchina e ha preferito rimandare il tutto 365 giorni dopo ma il calcio in questo non mente mai: quanto è l'ora di cambiare, serve farlo, altrimenti il campo presenta sempre il conto.
Quanti big alla porta
Nicolò Barella sta vivendo una parabola di carriera in fase nettamente discendente, il futuro adesso è tutt'altro che certo. 6,5 milioni di stipendio pesano sulle casse dell'Inter che potrebbe non considerarlo più incedibile. Sul tavolo c'è anche un rinnovo che non arriva ancora per Hakan Calhanoglu e allora nonostante il turco sia ben felice (come ribadito a più riprese) di stare a Milano, chissà che l'Inter non provi nuovamente a cederlo d'estate. Poi Marcus Thuram: non è riuscito a caricarsi la squadra sulle spalle a livello di personalità e leadership con l'assenza di Lautaro Martinez, adesso Marotta e Ausilio potrebbero cederlo per provare a sistemare in parte i conti. Chi sembra (quasi) certo di partire è Denzel Dumfries, fresco di cambio d'agente, che ha estimatori in mezza Europa e non è un caso che l'Inter nel ruolo si sia già mossa. Altri? Altro giro altra corsa, arriveranno proposte all'altezza per Davide Frattesi? Servirà un portiere (Guglielmo Vicario del Tottenham avanti a tutti) con Yann Sommer che partirà. Dietro sarà rivoluzione tra le alternative, visto che partiranno Francesco Acerbui, Stefan de Vrij e Matteo Darmian, così come in mezzo con la partenza di Henrikh Mkhitaryan. Insomma, una tregenda sui conti e una rivoluzione attesa in rosa. Che è stata solo rimandata ma che adesso è inevitabile.
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