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Birindelli analizza la Juventus: "Spalletti? Il meglio che ci sia. Ma serve un bomber di razza"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 12:15Serie A
di Daniele Najjar

Birindelli analizza la Juventus: "Spalletti? Il meglio che ci sia. Ma serve un bomber di razza"

L'ex difensore della Juventus ed oggi tecnico della Pianese, Alessandro Birindelli, ha raccontato a TuttoMercatoWeb.com la sua esperienza in Serie C e le sue impressioni su alcuni temi caldi di casa bianconera. Come sta andando l'esperienza alla Pianese? "È il primo anno per me come allenatore in categoria visto che ho sempre lavorato a livello di settore giovanile, per scelta. Ho trovato l'ambiente ideale, sia come gruppo squadra che come staff e società. Nella quale ti lasciano lavorare, non ti fanno mancare niente e c'è serietà. Questo ci permette di fare del nostro meglio nel quotidiano". Attualmente state sorprendendo e siete al settimo posto: l'obiettivo qual è? "L'obiettivo primario è quello di mantenere la categoria. Siamo in una città di 3800 anime, è già tanta roba essere arrivati fra i professionisti. La proprietà è forte, ma anche consapevole di dove siamo: ha voglia di dare continuità in questa categoria". Lei ha sempre lavorato con i giovani ed ora si trova in una categoria dove molti di loro si vanno a testare. Com'è per un giovane il salto dal settore giovanile ai professionisti? "Non è semplice. Come in tutte le cose serve un adattamento. Noi abbiamo la necessità di far giocare i giovani: all'inizio di 'quote' ce n'erano tre, ora siamo a 5-6 a partita. Certi ragazzi hanno fatto un percorso di 3-4 mesi di adattamento nel quale hanno capito come ci si allena dai più esperti e come ci si comporta anche fuori dal campo. Ci vuole coraggio e attenzione nel saperli aspettare, per poi inserirli senza metterli in difficoltà. Se sei in un ambiente che ti permette tutto questo, per un giovane diventa più facile". La Juventus ha incassato una delusione in Champions. Ma l'impresa sfiorata con il Galatasaray in qualche modo rafforza i bianconeri? "Credo di sì. La Juventus dall'arrivo di Spalletti ha fatto un salto a livello di convinzione, prestazione, autostima. È stato sempre un crescendo, al di là di qualche incidente di percorso che ci sta. Dominare le partite ti porta ogni tanto a correre dei rischi. Sono stati bravi con il Galatasaray, dominando dall'inizio, ma c'è stata sfortuna. Si meritavano la qualificazione. Gli episodi poi non sta a me commentarli, ma il risultato sta stretto". Da fuori si augura che la Juventus continui con Spalletti? "Non vedo allenatori in giro migliori di Spalletti per gestire non solo il momento, ma anche il ritorno di questa squadra a certi livelli. Sia a livello tecnico-tattico, che per l'aiuto nella gestione del mercato: ci sono ruoli ben definiti, ma l'apporto di uno come Spalletti può essere fondamentale per far crescere tutti. Il mio amico Giorgio (Chiellini, n.d.r.) è stato chiaro su questo, dicendo che non c'è alcun dubbio sul fatto di andare avanti con lui". Come si spiega il fatto che i bianconeri subiscano così tanti gol ultimamente? "Innanzitutto cambiare sempre gli interpreti non ti porta quella confidenza e feeling che, soprattutto nel reparto difensivo, ci vogliono. Ci sono però giocatori, anche giovani, importanti e forti. Come vale per noi in C, vale anche per loro: se trovi un giovane ci punti, ma devi fare i conti anche con un percorso di crescita, che passa attraverso qualche errore. Che c'è stato: nei gol subiti non ricordo scivoloni a livello di squadra, ma individuale. I giocatori che ci sono, sono importanti, serve la pazienza di aspettarli". Quanti giocatori "da Juve" servono per alzare l'asticella e puntare allo Scudetto? "Al di là di 'quanti', secondo me bisognerebbe capire chi rimarrà e chi no. In tutti i campionati c'è bisogno di attaccanti che ti portino dei gol. In mezzo a tanti buoni giocatori quest'anno non c'è stato un bomber vero, di razza, che abbia fatto gol con continuità. Sicuramente bisognerà individuare lì davanti chi andrà ad affiancare i vari Conceicao ed Yildiz". Poi? "A McKennie bisogna dargli prima o poi un ruolo definito e non fargli fare il 'giracampo', anche se lo fa benissimo, visto che è un giocatore universale. Sono sicuro che i dirigenti stiano già lavorando per il futuro. Con l'allenatore, che spero e credo sarà Spalletti, staranno facendo valutazioni". 3 squadre su 4 italiane fuori dalla Champions. "Le squadre italiane secondo me sono forti, l'Atalanta lo ha dimostrato. Non cito l'Atalanta a caso. Abbiamo degli esempi di chi lavora bene, che però rimangono isolati. A me piacerebbe che tante squadre prendessero esempio dai bergamaschi. A chi fa bene vanno fatti i complimenti, ma poi si deve capire come fa ad arrivare a questi livelli. Non bisogna sempre cercare un perché in altre cose: l'Atalanta lavora con programmazione, nel tempo e con il settore giovanile, si autofinanzia. Bisogna andare a lezione da loro". La corsa Scudetto e per un posto in Champions come finirà? "Per la Champions ci sarà bagarre fino all'ultima giornata, le squadre sono quelle che vediamo ora in corsa. Lo Scudetto lo può perdere solo l'Inter".