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Polverosi sull'Inter: "Quel senso di autorevolezza (solo in Italia) che mette a disagio gli altri"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 09:38Serie A
di Pierpaolo Matrone

Polverosi sull'Inter: "Quel senso di autorevolezza (solo in Italia) che mette a disagio gli altri"

l'Inter vince contro il Genoa e fa il vuoto tra sé e le inseguitrici, avviandosi alla vittoria di uno Scudetto che pare ormai scontato, a meno di cataclismi. Ne scrive Alberto Polverosi oggi sul Corriere dello Sport: "In Italia, solo l’Inter. Ma si può dire anche: Inter, solo Italia. Cambia il calcio fra la Serie A e la Champions, ma cambia tanto, e le ultime due partite della squadra di Chivu lo certificano in modo definitivo. Col Bodø non era bastata una pressione durata un’ora per segnare, prima che l’errore di Akanji buttasse tutto all’aria. Col Genoa, invece, è stata sufficiente mezz’ora di attacco pesante per andare in vantaggio e vincere la partita. E anche quando, a inizio ripresa, l’Inter ha avuto qualche difficoltà a controllare il gioco, non c’è mai stata la netta sensazione che la squadra di De Rossi potesse pareggiare. Graffiava con le unghie smorzate. Poi, dopo venti minuti di un accennato disagio, il rigore di Calhanoglu ha chiuso il conto". E ancora: "L’Inter non ha incantato, ma ha convinto sì. Non si è mai staccata dalla partita e l’ha giocata dimenticando la batosta norvegese in Champions. Se fra le due squadre ci sono oggi 40 punti di differenza in classifica, la ragione è apparsa anche ieri in tutta la sua evidenza. Non che il Genoa abbia rinunciato a lottare, ma ci voleva ben altro per stare alla pari dei nerazzurri. Al di là del risultato, c’è un dato che spiega bene questa distanza: l’Inter ha concluso 14 volte verso la porta del Genoa, ma addirittura 12 tiri sono partiti da dentro l’area dei rossoblù. Due gol, un palo e qualche bella parata di Bijlow, mentre Sommer di pericoli ne ha corso uno solo, un tentativo di autogol di Akanji, forse rimasto ancora inchiodato alla follia col Bodø". Polverosi si sofferma su un aspetto specifico: "È questo senso di autorevolezza che i nerazzurri trasmettono in campo a mettere a disagio gli avversari e, del resto, nell’orticello della Serie A non c’è una seria rivale dell’Inter. Ci sono solo inseguitori a cui i nerazzurri tolgono una speranza ogni giornata. Ieri hanno spedito il Milan a -13, il Napoli a -14, la Roma a -17, la Juventus a -21. Allegri, Gasperini e Spalletti devono ancora giocare, ma a fine febbraio, per pensare a una squadra campione d’Italia differente dall’Inter, ci vuole tanta, ma tanta fantasia.